Il vergognoso finanziamento del FMI

di  Attilio Folliero, Caracas 15/06/2011 – Aggiornato 19/06/2011
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La Liberia, paese africano tra i più poveri del mondo, hauna popolazione di poco superiore ai 4 milioni di abitanti, un PIL, per l’anno2010, di poco inferiore a un miliardo di dollari ed un PIl pro capite di 226dollari USA all’anno (datidi fonte FMI). Il PIL pro capite è dunque di molto inferiore ad un dollaro algiorno.

Il Fondo Monetario, stando ai sui fini statutari, tra glialtri ha il compito di ridurre gli squilibri esistenti fra i vari stati equindi verrebbe da pensare che un paese povero come la Liberia sia uno di queipaesi che riceve aiuti dal FMI, appunto al fine di ridurre la propia immensa povertà.E’ così? Neppure per sogno! Di quei miseri 226 dollari che ogni liberiano ha annualmentea disposizone, ben 47,69 dollari vanno al FMI; il 21,10% del PIl pro capite vaal FMI, sotto forma di quota di partecipazione al fondo (datidi nostra elaborazione su dati di fonte FMI).

Screenshot della pagina FMI riguardantele quote della Liberia; Urlconsultato il 14/06/2011
Questa la vergognosa attuazione del FMI. Ovviamente laLiberia è un caso estremo, ma tutti i paesi poveri sono fortemente penalizzatied indebitati da un agire che considerare vergognoso è poco. Andiamo per ordinee vediamo come si finanzia il Fondo.
Al finanziamento del Fondo Monetario Internazionale (FMI) partecipano187 paesi, che in totale apportano, per l’anno in corso, circa 377.710 milionidi dollari. In che misura avviene l’apporto dei vari paesi? Considerati i finistatutari, cioè cercare di ridurre gli squilibri esistenti fra i vari stati,verrebbe da pensare che il fondo sia finanziato soprattutto dai paesi ricchial fine di aiutare i più poveri. E’ così?
Se analizziamo gli apporti al fondo in valore assoluto,effettivamente troviamo che I paesi ricchi sono quelli che apportano maggioriquantità di soldi: USA 67 miliardi di dollari circa, Giappone 24, Germania 23,Francia 17, Regno Unito 17, Cina 15, Italia 12, ecc. (Vedasi tabellacon l’elenco di tutti i paesi).
Se invece portiamo l’analisi in profondità, analizzando l’apportodi ogni paese in base al proprio PIL, scopriamo che i paesi che più apportano sonoquelli poveri. Infatti, confrontando, per ogni paese, la percentuale deifinanziamenti apportati al FMI con la percentuale del proprio PIL nazionale rispettoal PIL mondiale troviamo che i paesi poveri apportano molto di più rispetto aipaesi ricchi.
In questa speciale classifica degli squilibri nelfinanziamento al FMI, troviamo in testa proprio la Liberia, il cui PILnazionale rappresenta lo 0,0015% del PIL mondiale ed invece apporta al FMI unaquota di finanziamento pari allo 0,054%; la quota apportata al FMI è del 3.416% in più rispettoa ciò che rappresenta il proprio PIl in relazione al PIL mondiale. Alla Liberiaseguono tutti paesi poveri: Tuvalu, Sierra Leone, Burundi, Zimbabwe, ecc. (Vedasi tabella con l’elenco di tutti i paesi).
Se scendiamo ancora più in dettaglio, analizzando la quotapro capite in dollari apportata al FMI dai cittadini dei vari paesi, in valoreassoluto i lussemburghesi sono quelli che più di tutti apportano al FMI: 1.319dollari annui a testa, seguiti dai cittadini del Brunei con 821 dollari, quindigli svizzeri con 706 dollari a testa; gli statunitensi apportano 206 dollari,gli italiani 207, i venezuelani 145 dollari a testa, i cittadini della Liberia47,69 dollari a testa; in coda troviamo i cittadini dell’Etiopia con 2,51 dollaria testa (Vedasi tabella con l’elenco di tutti i paesi).
Ma quanto incidono i 1.319 dollari concessi al FMI dailussemburghesi sul proprio PIL pro capite? Il finanziamento del FMI ailussemburghesi incide solamente per 1,21% del PIL pro capite; ad ognistatunitense, il finanziamento del FMI incide solamente per lo 0,46% delproprio PIL pro capite. Ed ai liberiani? Quando i liberiani passano al FMI 47,69 dollari cadauno significa chestanno cedendo il 21,10% del proprio PIL pro capite, ammontante a 226 dollariannui! E così tutti gli altri cittadini dei paesi poveri. Ossia più si èpoveri, più si finanzia il FMI (Vedasi la lista dei paesi che finanziano il FMI sulla base delPIL procapite).
E questo sarebbe l’organismo che dovrebbe ripianere glisquilibri? E’ chiaro che tale meccanismo non consentirà mai di appianare glisquilibri fra gli stati ed è evidente che questo non è il fine vero di taleorganismo. Il fine vero del FMI sembra quello di controllare i popoli, impedendogli di ribellarsi, impedendogli di cercare vie alternative alla dominazionedel dollaro e dello strapotere dei paesi ricchi, con l’obiettivo di poterli depredaredelle ricchezze naturali di cui sono generalmente ricchi gli stati più poveri.
Mentre gli stati ricchi hanno dilapidato le ricchezzenaturali esistenti nei propri territori in poco meno di cento anni di societàaltamente industrializzata, i paesi sottosviluppati, appunto perchè nonsviluppati, hanno ancora intatte le prorie risorse e quindi i paesi ricchi,dopo aver dilapidando le proprie ricchezze naturali, hanno messo gli occhi suqueste e pertanto hanno bisogno di controllarli, tenerli sottomessi ed impedireil loro sviluppo, cosa che si raggiunge facilmente con le politiche adottate dal FMI. Sembra questo il vero finedel FMI.
Ovviamente su questo organismo si sono riversate tantecritiche, perfino quelle dell’allora vicepresidente del Banco Mondiale, Joseph Stiglitz, non certo un santo!Insomma Il Fondo Monetario Internazionale è un mostro, come ha titolato Angela Pozzi nel suo blog.
In virtù delle numerose critiche piovute, il FMI in una riunionedello scorso novembre ha deciso di apportare delle modifiche al suo modo difunzionare e finanziarsi. Modifiche inpeggio o in meglio? Per i paesi poveri la risposta è scontata: in peggio!
In questa riunione, presieduta dall’allora segretariogenerale Dominique Strauss-Khan,il FMI ha deciso non solo un riallineamento delle quote fra i vari paesi membri (cosa che apparentemente dovrebbe favorire quelli più poveri), ma ancheun raddoppio della quota, portando la disponibilità totale a disposizone daicirca 377 miliardi di dollari ad oltre 750 miliardi. In sostanza anche se fosse ridotta la quota di finanziamento dei paesi poveri, ovviamente di poco, considerato che la quota totale è destinata a raddoppiare, automaticamente i paesi poveri si vedrebbero aumentare e fortemente la propria quota da sborsare.

Immaginiamo che il raddoppiosia stato operato in vista della crescente necessità di “aiuti” da parte di unsempre più alto numero di paesi in crisi. Quindi ciò è da interpretarsi come unulteriore segnale che si va verso un acuirsi della crisi economica dei paesi occidentali.

Insomma, si è parlato di una importante riallineazione delle quote ed unadistribuzione più equa. Staremo a vedere.
Fino ad ora la quota che ogni paese doveva versare scaturivada un complesso calcolo che considerava il PIL (50%), il grado di apertura aimercati (30%), la variabilità economica (15%) e le riserve internazionali (5%).La quota versata era anche la base per il calcolo del finanziamento ottenibile:un paese membro poteva ottenere annualmente fino al 200% di quanto versato edun massimo cumulato del 600% di quanto versato. Insomma, fino ad oggi, se un paesepovero vuele ricevere aiuti dal FMI deve sborsare parecchi soldi, arrivando al caso limite della Liberia che versa annualmente il 21% del proprioPIL.

Attilio Folliero, Caracas 15/06/2011 – Aggiornato 19/06/2011

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Una respuesta a “Il vergognoso finanziamento del FMI

  1. Caro amico da Caracas italiano Attilio!
    Sono grato per l'invito a visitare il tuo blog e per il fatto che abbiamo amici in comune. Siamo lieti di familiarità con il vostro lavoro. Ma devo dire che la lingua italiana, non possiedo e utilizzo prevodchikom Google. Questa è una comprensione molto impoverire il significato del vostro articolo. Così io aspetterò per un ulteriore passaggio professionale
    О.

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