Regno Unito primo acquirente del debito USA

Attilio Folliero, 24/02/2011
La crisi nel Regno Unito non frena il finanziamento del debito USA. Albione ruba al suo popolo per finanziare gli USA.

Il Regno Unito sta vivendo una grave crisi economica come tutti gli altri paesioccidentali altamente indebitati. Nella classifica europea dei paesi con il più alto reddito medio pro capite occupa il dodicesimo posto, con 32.890 euro, superatarecentemente dall’Italia, che ha un reddito medio pro capite di 35.390 euro; neda notizia il “The Economist” di Londra (1), periodico notoriamente anti italiano, da almeno un decennio fortemente impegnato a parlare male del Belpaese.

Il Regni Unito ha un enorme debitopubblico per cui deve ricorrere a misure di austerità per cercare di ridurlo otentare che cresca ancora: tagli alla spesa pubblica, innalzamento del’etàpensionistica, congelamento degli stipendi, incremento delle tasse,licenziamenti e privatizzazione di quanto è possibile privatizzare. La solitaricetta neo-liberista. Il BIS, Bank International for settlement, calcola (2) che entro la fine di questo decennioil debito pubblico del Regno Unito raggiungerà il 200% del suo PIL; nei paesiricchi solo il Giappone avrà un debito superiore al Regno Unito, col 300%;paesi come Italia, Francia, Germani e Grecia si ritroveranno con debiti  pubblici intorno al 150% del PIL. Ovviamente, amaggior debito corrisponde un maggiore esborso di interessi.
Eppure, malgrado le previsioni del BIS, uno deipricipali attori del capitalismo mondiale, assieme al FMI, al Banco Mondiale,alla Federal Reserve ed alla Banca Centrale Europea, malgrado le misure diausterità già annunciate dal governo di Sua Maestà, il Regno Unito  continua afinanziare ed in maniera crescente il debito pubblico statunitense, comemostrano chiaramente i dati del debito Estero USA, pubblicati dal TesoroUSA  (3).
Il debito pubblico statunitense, alla fine del 2010 ha superato i 14.000miliardi di dollari (4), e sembra cheil debito possa condurre gli USA alla bancarotta (5). C’è da notare, che mentre le banche di Wall Strett (6) stanno diminuendo il possesso dititoli del Tesoro Usa (adducendo come scusa che il notevole miglioramentodell’economia statunitense impone di non rifugiarsi nei buoni del Tesoro)aumenta il debito estero.
Nel 2010 il debito estero degli USA è aumentato del18,44%, ossia di 680,90 miliardi, passando dai 3.691,70 miliardi del 2009 ai 4.372,60miliardi di dollari della fine del 2010. La Cina è il paese che continua adetener la parte più consistente di questi titoli, con 891,60 miliardi, davantial Giappone con 883,60 miliardi ed al Regno Unito con 541,30 miliardi; seguono:il gruppo di paesi esportatori di petrolio, che complessivamente detengono 218 miliardi, quindi il Brasile, le Banche Centrali di alcuni paesi dell’Americacaraibica, Hong Kong, Canda, Taiwan, Russia e Svizzera, tutti con oltre 100 miliardi.
E’ da notare, però profondicambiamenti in atto: mentre la Cina,che ha leggermente diminuito il possesso di titoli (-3,2 miliardi) e la Russia che ha diminuito fortemente, del25%  il possesso di titoli USA rispettoall’anno precedente, altri paesi hanno aumentato e fortemente gli investimentiin titoli USA. In particolare, il Canadaha aumentato gli investimenti in titoli USA di oltre 80 miliardi (+154 %ripsetto all’anno precedente), la Tailandia quasi del 100%, Singapore del 78%,la Norvegia del 67%, la Danimarca e Israele del 50%, la Germania del 30%. Danotare come l’Egitto, un paese congrossi problemi economici, con rivolte interne ed una povertà diffusa ha aumentatodi oltre 11 miliardi il suo possesso di titoli USA, il che significa un aumentatopercentuale del 60%, rispetto all’anno precedente. Un altro dato che emerge èquello delle Banche centrali di alcuni paesi del Caribe (Bahamas, Bermuda, Isole Cayman, Antille Olandesi, Panamae Isole Vergini Britanniche) che hanno aumentato gli investimenti in titoli USAdi ben 27 miliardi, con un aumento del 20% rispetto all’anno precdente; quirisulta evidente che l’intromissione USA nella zona, con il colpo di stato inHonduras e l’incremento delle basi statunitensi in vari paesi dell’aerea haanche la finalità di invogliare tali paesi ad “aiutare” gli USA, nel momentodel bisogno, ossia coprire il debito.
Il caso più clamoro ed evidente è però quello del Regno Unito, paese in crisi che stafacendo fronte con ingenti politiche di austerità, ma che dall’altro latoaumenta eneormemente l’aiutro agli USA. Insomma il governo di Albione staletteralmente spremendo e derubando il popolo inglese per poter trovare i soldinecessari a finanziare il debito senza fondo degli USA. Il Regno Unito negliultimi 12 mesi ha trasferito agli USA, sotto forma di acquisti di titoli deldebito pubblico, ben 361 miliardi, con un aumento nel possesso di tali titolidel 200% rispetto all’anno precedente. Praticamente il debito estero USA –comevisto– è aumentato di 680,90 miliardi, il Regno Unito ha coperto oltre la metà diquesto fabbisogno, il 53%. Non c’è dato più evidente di come il governo diAlbione stia derubando il proprio popolo per finanziare la voragine senza fondodel debito USA.
Note
1) Dati del The economista, riportatiin Finanzalive, Url: http://www.finanzalive.com/flash-news/economist-italia-gran-bretagna/
3) Debito estero Usa nel sitodel Tesoro Usa; consultat, Url: http://www.treasury.gov/resource-center/data-chart-center/tic/Documents/mfh.txt; Consultato in data 18/02/2011
4) Debito pubblico Usaaggiornato giornalmente, Url: www.treasurydirect.gov/NP/BPDLogin?application=np
5) Vedasi nostro articolo “GliUsa verso la bancarotta”, url: http://ucv-italiano.blogspot.com/2010/10/gli-stati-uniti-verso-la-bancarotta.html
6) Bloomberg, 10/01/2011

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