Referendum sull’acqua: abbiamo fatto veramente bene a votare "Si"?

Peruna attenta riflessione (purtoppo a posteriori)

diAttilio Folliero, Caracas 13/06/2011 – Aggiornato 15/06/2011

Io hovotato ed ho invitato a votare “SI” a tutti e quattro i Referendum.Generalmente non voto, anzi praticamente non ho mai votato, se non una voltaper le elezioni politiche, a 18 anni, nel 1983, e poi nel primo referendum incui erano coinvolti gli italiani all’estero, nel 2003. Questavolta considerando i temi in ballo, il possibile ritorno al nuclerare e laprivatizzazione dell’acqua ho votato ed ho votato “Si”. 

Pocofa, però, ho letto una nota diffusa da Tom Bosco (una nota non di sua autoria) per stimolare la riflessione. Tom Bosco è direttore di Nexus Italia epersona da me stimata. Questa nota, che ripropongo in calce, mi ha portato a delle riflessioni in merito al referendum sull’acqua.
Se peril nucleare, per il quale ho votato “si”, sono convinto che il referendum abbia avuto solo carattere politico, in funzione antiberlusconi, perchè credo che ilnucleare sia un discorso chiuso o quasi, dato che sul nostro pianeta l’uranio èscarso ed è destinato a finire anche prima del petrolio (sul tema, invito aleggere l’articolo dell’avvocato Luca Troiano “Entro il 2050 l’uranio sarà esaurito“).
Credosia necessario riflettere a fondo sul perchè molti paesi stiano abbandonando ilnucleare. E’ stato veramente l’incidente nucleare in Giappone a convincere, adesempio i tedeschi a prendere la decisione di chiudere tutte le centrali entropochi anni? Politici e capitalisti che non si fermano neppure davanti allapossibile estinzione del genere umano, in questa occasione si sono impietositiper possibili incidenti? Stranamente l’incidente giapponese arriva al momentogiusto per scoraggiare la costruzione di nuove centrali e far prendere a moltipaesi la decisione di chiudere quelle esistenti.
Sel’uranio è di per se scarso e destinato a finire presto, continuando acostruire nuove centrali nucleari, l’uranio finirebbe ancoraprima, mettendo a rischio i guadagni derivanti dagli investimenti effettuatinelle centrali già operative. Giusto? E allora l’incidente giapponese èarrivato giusto giusto a tempo per scoraggiare la costruzione di nuove centrali… e salvaguardare i guadagni derivanti dalle centrali attive che potrannooperare senza il pericolo che il carburante finisca prima del tempo.
I governi, i politici ed icapitalisti non guardano in faccia a nessuno; hanno come mira solo gliinteressi delle classi dominanti. A loro non frega assolutamente niente di possibilipericoli! I politici tedeschi, per continuare con l’esempio di sopra, hannodeciso di chiudere le centrali nucleari entro il 2022, non perchè temonoincidenti (altrimenti le avrebbero chiuse dopo l’incidente di Chernobil!), maprobabilmente perchè per quella data hanno raggiunto i guadagni che si eranoprefissati.
Ancheil referendum sul legittimo impedimento è qualcosa di assolutamente superfluo,perchè alla fine i potenti come Berlusconi hanno ben altri mezzi per non finirein galere che una semplice legge e quindi l’abolizione di questa leggeingiusta, iniqua ed anticostituzionale non comporta alcun problema a lui ed aipotenti come lui. Piuttosto viene naturale chiedersi sul come mai una leggecosì palesemente incostituzionale sia arrivata alla Gazzetta ufficiale! A mioavviso ci sono colpe gravi, gravissime di chi avrebbe dovuto operare queicontrolli costituzionali che ha omesso di compiere. Mi riferisco al presidentedella repubblica, che per questa e tutte le altre omissioni andrebbesfiduciato, rimandato a casa, Ovviamente ciò è semplicemente utopía!
Infine,una riflessione riguardo l’istituto dei referendum. Se i potenti ne permettonol’esistenza, permettono la realizzazione di un referendum è semplicemente perbuttare fumo nell’occhio. Siamo di fronte ad un instituto democratico, in cui il popolo conta qualcosa? In realtà il popolonon conta assolutamente niente! Se permettono al popolo di”esprimersi” è precisamente perchè alla fine quello che ne puòderivare non ha nessuna reale influenza sui loro interessi, sugli interessi deipotenti.

Eveniamo al referendum sull’acqua. Prima di lasciarvi alla nota diffusa da Tom Bosco aggiungoancora che tra i promotori di questo e degli altri referendum ci sono iglobalisti, il partito della globalizzazione, il partito degli anglosassoni, ilpartito del WTO, della BCE, del FMI, di Goldman Sachs, delle multinazionali. A propositodi Bersani, segretario del PD e tra i proponenti dei referendum, vedasi “Wikileaksrivela la vergogna Bersani sul nucleare!

Tuttiquesti signori, novelli moralizzatori, hanno l’interesse a far fuori un”delinquente” o presunto tale, qual’è il Cavalier Berlusconi, notoanche per essere un immorale buttaniere. Risulta che il buttaniere in questionenel pensare troppo agli affari suoi ha finito per frapporsi agli interessidelle grandi multinazionali, della globalizzazione, dei fautori di progettivuoti come il “Nabucco”. 
IlCavaliere sa bene che le necessità energetiche (primariamente quelle sue e poi,indirettamente quelle degli italiani) non possono essere coperte daiglobalisti, dagli anglo-statunitensi e con la sua adesione al progetto dioleodotto South Stream, che si contrappone all’oleodotto “Nabucco”, diinteresse USA, necessariamente ha finito per inimicarsi gli USA, cheevidentemente hanno deciso di scaricarlo, di liberarsi di lui quanto prima (consiglio sul tema l’articolo: “Gli Stati Uniti, il gasdotto South Strean, Berlusconi e lasinistra”).
Perquesta ragione, ultimamente abbiamo assistito a continui viaggi in Usa dipolitici italiani, alleati (oggi ex) ed avversari di Berlusconi. Negli USA sonostati il suo ex alleato Fini (Vedasi: “E’ Fini la nuova cartadegli USA” e “GiancarloFini interlocutore privilegiato degli USA“) e Massimo D’Alema, rappresentantedel partito anglo-statunitense in Italia, di cui la fedeltà al liberismo è benprovata, fin dall’epoca dei bombardamenti della ex Jugoslavia, quando era capodel governo italiano; negli USA è stato perfino Nichi Vendola che ha incontratoil non certo progressista Schwarzenegger (Vedasi: “Vendolaincontra Schwarzenegger“).
Mah!Sembra veramente strano, ma tutti stanno giocando contro Berlusconi che allafine, per certi versi, un po’ facendo marcia indietro, un po’ grazie allecircostanze è risucito, almeno per il momento, a salvare la pelle, ovviamente quella politica, ossia lasua carica di capo del governo. In ogni caso il suo destino è segnato; nonandrà avanti per troppo tempo. 
E gliitaliani, in particolare il proletariato italiano, andrà di male in peggio! I neomoralisti e puritani nostrani che presto sostituiranno al governo il buttaniere, sono i rappresentanti diGoldman Sachs, della BCE, del FMI, del partito dei globalisti e deglianglo-statunitensi, che continuamente attaccano Berlusconi. Inquesti giorni, Berlusconi è stato attaccato nuovamente dal The economist.
E’bene interrogarsi sui motivi dei continui attacchi anglosassoni al Cavaliere.Come mai? Eppure Berslusoni è uno di loro, un capitalista! 
Gliinteressi dei globaloisti e degli anglosassoni puntano a privatizzare quanto c’èrimasto da privatizzare in Italia: dall’ENI, di cui una parte è ancora in manoallo stato, così come pure l’Enel, oltre a Finmeccanica, Fincantieri, Trenitalia,Poste e le imprese municipalizzate, ad esempio quelle dell’acqua. Berlusconi non ha certo proseguito nelle privatizzazioni, come i suoi predecessori.

Ricordiamo che Ciampi, poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs. In realtà le privatizzazioni erano già cominciate col governo Amato e col lottizzatore democristiano Romano Prodi, quando era ancora all’IRI, come ebbe a definirlo, Franco Bechis su Milano Finanza: «Prodi, all’Iri, lottizzò come un democristiano». (Sul tema vedasi l’articolo di Eugenio caruso su Impresa oggi: “Iri tra conservazione e privatizzazioni“).

Insomma il Cavaliere che pure ha privatizzare abbastanza, non è considerato all’altezza dei suoi predecessori e quindi lo attaccano; per esempio non ha concluso la privatizzazione dell’ENI, di cui lo stato mantiene ancora un terzo dell’azionariato. In Italia c’è ancora molto da vendere a prezzi di saldo e lui non sta facendo molto.

Di conseguenza gli anglosassoni premono per un ritorno al governo dei suoi unomini di fiducia, magari il democristiano Prodi, magari Renato Ruggeri, dal 1995 al 1999 presidente del World Trade Organization (WTO), Mario Draghi, oggi BCE ed ovviamente i Bersani, i D’Alema, i Veltroni …ossia i globalisti italiani oggi all’opposizione.

Insomma in Italia c’è ancora molto da svendere e privatizzare, per esempio le imprese munincipalizzate, imprese dai guadagni sicuri e per i gusti degli anglosassoni Berslusconi ed i suoi alleati stanno frenando.

E veniamo dunque all’acqua. Per poter privatizzare l’acqua e gli altri servizi pubbliciessenziali, a favore delle grandi multinazionali c’è bisogno di scardinareil sistema attuale. Ecco il vero motivo del referendum sull’acqua (e sui servizipubblici essenziali): scardinare l’attuale sistema e gettare i presupposti perla vendita alle grandi multinazionali.

Leggendola nota di Tom Bosco tutto diventa più chiaro. Ormai la truffa è consumata!L’acqua e gli altri servizi pubblici essenziali saranno privatizzati edandranno alle grandi multinazionali. Povera Italia!; poveri italiani!; poveriproletari italiani a cosa vanno incontro!

Referendum TRUFFA: l’acqua NON e’ stata privatizzata , se vince il SI’potranno farlo!
C’eraqualcosa che non capivo sul quesito referendario sull’acqua. Quando è così disolito e’ perché c’è un inganno. Allora prima ho ragionato con i sostenitoridel Sì, e già subito era chiaro una cosa: SE VINCE IL SI’ l’ACQUA RIMANE INMANO AI POLITICI CHE L’HANNO GESTITA FINO AD OGGI. Ma poi, ragionandoci, hocapito che c’era qualcosa di più, qualcosa di SPAVENTOSO.
Sonoandato a leggere le norme e ho VERIFICATO che la VITTORIA DEL SI realizzerebbeil piu’ grande furto dei politici a danno delle comunita’ locali e A FAVOREDELLE MULTINAZIONALI.
IlReferendum sulla privatizzazione dell’acqua (che non esiste- non c’è nessunaprivatizzazione) viene presentato con falsità a dir poco TRUFFALDINE. e ilrisultato sarà LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA PER DAVVERO. Ecco perché nemmenoil centro destra dice nulla, ANZI SILENZIOSAMENTE ACCONSENTE.
IN UNVIDEO ECCO MOSTRATA LA VERITA’ LEGGENDO LE LEGGI
Ilquesito n.1 del Referendum viene presentato per un referendum per salvare laproprietà dell’acqua, ED INVECE COLPISCE LA PROPRIETA’ DEI COMUNI A FAVOREDELLA VENDITA
Sitratta di un REFERENDUM SU TUTTI I SERVIZI PUBBLICI, non solo dell’acqua (sonoesclusi solo i serivizi di gas naturale, energia elettrica e il trasportoregionale ferroviario).
Lenorme della Unione Europea e la Costituzione impongono che SI DEBBANO GARANTIREA TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI senza regalie. L’art.23 – bis che si vuole abrogareAFFERMA CHIARAMENTE questo principio.
Lalegge pone i paletti e stabilisce che, PUR GARANTENDO A TUTTI I SERVIZIESSENZIALI, si deve trovare il modo che il comune possa far RISPARMIARE ICITTADINI con il ricorso al mercato dove possibile. La legge oggi non escludeche si possano affidare i servizi anche a cooperative sociali oltre che allesocietà. Se vince il sì prima tutto DIVENTERA’ STATALE, ma in seguito, perimposizione europea sulla concorrenza nei servizi, si dovrà rimettere tutto sulmercato, cioé verrà svenduto alle multinazionali.
Quellol’attuale legge (che si vuole cancellare) va a colpire è proprio IL REGIME DIMONOPOLIO, MA SOLO FINO ALLA VENDITA OBBLIGATA DALLA UE
Per fortunaquesto è vietato dalle NORME EUROPEE, ecco perché dopo aver STATALIZZATO TUTTO,il governo sarà costretto a vendere al miglior offerente, E SOLO LEMULTINAZIONALI SARANNO IN GRADO DI COMPERARE , a prezzi stracciati.
Ipromotori hanno convinto tutti che si tratta di un referendum per la PROPRIETA’DELL’ACQUA, ma è falso. Si tratta della sola distribuzione, anzi, si vuolecancellare una parte di legge che AFFERMA CHIARAMENTE CHE LE RETI IDRICHE SONOPUBBLICHE.
Sevince il Sì … LE MULTINAZIONALI POTRANNO COMPERARE ANCHE LA RETE E FARE ILPREZZO CHE VOGLIONO MENTRE OGGI E’ VIETATO
Peraltro la legge già ora stabilisce che LA RENUMERAZIONE DELLE SOCIETA’ PRIVATEE’ LIMITATA AL RECUPERO DELL’INVESTIMENTO.
Cioéoggi c’è il principio che NIENTE INVESTIMENTI – NIENTE GUADAGNI e recuperatigli investimenti si ridiscute il contratto.
Quandole Multinazionali compreranno la rete, FARANNO QUELLO CHE VOGLIONO.
OCCORRELEGGERE MONTAGNE DI LEGGI, TRATTATI, NORME, REGOLAMENTI PER CAPIRE LA PORTATADEL REFERENDUM
Bastipensare che l’articolo di legge che si propone di cancellare è di circa 4pagine.
Lasentenza costituzionale che si cita nel quesito è di 110 PAGINE, e verte suintricati conflitti fra governo e alcune regioni sulla questione dei servizipubblici, compresa la gestione dei rifiuti. Le regioni più attive nelladiatriba costituzionale sono state la CAMPANIA, LA LIGURIA, LA TOSCANA,L’EMILIA IL PIEMONTE, L’UMBRIA E LA PUGLIA. La Campania si è vista perfinocancellare un pezzo di propria leggi. Ma sostanzialmente la Corte ha toltol’ingerenza del Governo nelle regioni, pur non permettendo alle regioni dimonopolizzare il mercato regionale.
Percapire la portata del quesito diamo un’occhiata REALE ALLA LEGGE cercando didire l’essenziale.
L’articolo23-bis CHE SI VUOLE CANCELLARE PER INTERO DICE (LEGGI)
1. Le disposizioni del presente articolo disciplinanol’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica,in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la piu’ampia diffusione dei principi di concorrenza, di liberta’ di stabilimento e dilibera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessatialla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ digarantire il diritto di tutti gli utenti alla universalita’ ed accessibilita’dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, aisensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione,assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi disussidiarieta’, proporzionalita’ e leale cooperazione. Le disposizionicontenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici localie prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.
Sirileggano le parti in neretto, garantiscono il servizio essenziale: NESSUNOVERRA’ MAI PRIVATO DELL’ACQUA COME INVECE SUCCEDE OGGI IN CERTE ZONE
Leggendoil seguito del punto 1 (comma 1 art.23 bis) si capisce che l’abrogazione andràa colpire TUTTI I SERVIZI PUBBLICI LOCALI tranne la distribuzione del gasnaturale, dell’energia elettrica e il trasporto ferroviario regionale.
Ilpunto 2 stabilisce le regole di affidamento dei servizi locali che sono diversia seconda che la società di servizi sia privata o di proprietà mista pubblica eprivata (cioé dei comuni con operatori locali).
Eprevisto anche che qualora “a causa di peculiari caratteristiche economiche,sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento,non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento puo’avvenire a favore di societa’ a capitale interamente pubblico, partecipatadall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario“cioé società a maggioranza di proprietà dei comuni, purché questo siagiustificato dalla situazione , così che COMUNQUE VENGA GARANTITO IL SERVIZIO.Fino alla sentenza della Corte Costituzionale, il governo poteva stabilire icriteri per gestire queste situazioni “eccezzionali” in base ai propri piani distabilità (comma 10 lett.a) ma questo E’ STATO CANCELLATO in quanto in basealla Costituzione il compito SPETTA alle regioni. Questo vuol dire che sevincono i “Sì” tutto torenerà IN MANO ALLO STATO a danno delle regioni esopratutto dei comuni che oggi sono i proprietari degli enti. Questo vorrà direche le regioni che hanno assetato i propri cittadini non risponderanno più comeinvece oggi sono obbligati.
ATTENZIONE: VIENE CANCELLATO il punto 5 dell’art.23 bis che afferma
“5.Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essereaffidata a soggetti privati.”
il chevuol dire che SE VINCERANNO I “Sì” ANCHE GLI ACQUEDOTTI POTRANNO ESSERE VENDUTIDALLO STATO ALLE MULTINAZIONALI COME GIA’ HANNO VENDUTO MOLTA PARTE DELLE RETIELETTRICHE E DI TELECOMUNICAZIONE LASCIANDO ALLO STATO SOLO I COSTI !!!
Ingiro per l’Italia ci sono CARROZZONI DI POLITICI che sopravvivono parcheggiatidentro alcuni enti di servizio pubblico che invece OGGI SONO DESTINATI ASPARIRE . Infatti il punto 8 dell’art.23 BIS li condannano a sparire dal 1gennaio 2012 , e da allora le società di servizi dovranno assumere il personalesecondo le regole di QUALITA’ ED EFFICIENZA, non per raccomandazione eindicazione politica.
SITRATTA DI UN GRANDE RIPULISTI DELLA CASTA CHE IL REFERENDUM METTE INDISCUSSIONE
Ricordatela recente puntata di Report sulle assunzioni alla società dei trasporti delcomune di Roma?
Conl’attuale legge quei meccanismi sono destinati a sparire perché dal 1 gennaio ibandi di gara di affidamento regolate dalle leggi europee a società trasparenteimpediranno le assunzioni “politiche”.
SEINVECE VINCONO I “SI’” QUESTI CARROZZONI SARANNO SALVI IN BARBA ALLE LEGGIEUROPEE – ANCORA PARASSITISMO – MA IN SEGUITO SARANNO COSTRETTI A VENDERE ITUBI (CHE OGGI NON E’ POSSIBILE) PER METTERE A POSTO LA RETE (LO STATO NON HA ISOLDI). SARANNO LE MULTINAZIONALI A CUI VERRANNO VENDUTE LE SOCIETA’ EPROBABILMENTE ANCHE TUBI, MA COMPRERANNO IL TUTTO CON I POLITICI DENTRO: SEVINCONO I SI SONO SISTEMATI A VITA !
Ma checosa succederà SE VINCE IL REFERENDUM, cioé una volta CHE TUTTI I SERVIZIPUBBLICI DIVENTERANNO DELLO STATO?
Sicuramentel’Unione Europea sarà costretta ad aprire un procedimento di INFRAZIONEdell’Italia.
Forse l’Italia paghera’ una MEGA MULTA, ma poi alla fine l’Italia saràcostretta ad obbedire ALLE REGOLE EUROPEE oppure ad USCIRE DALL’EUROPA. Cioè loStato sara’ costretto a vendere tutto quello che avra’ preso dai comuni(aziende buone e cattive).
Ma tusai che queste aste, essendo tutte su servizi pubblici, OVVIAMENTE VERRANNOFATTE IN STILE ENEL, ALITALIA ecc, vale a dire che compreranno tutto leMULTINAZIONALI.
Mentreoggi i COMUNI ben amministrati sono proprietari di BUONE SOCIETA’ che lemultinazionali non possono comperare PERCHE’ EFFICIENTI E TROPPO COSTOSE(alcune valgono miliardi), quando il Governo venderà TUTTA LA RETENAZIONALIZZATA IN UN SOL COLPO a comperare saranno SOLO LE MULTINAZIONALI !!!
Sevince il Sì sarà vantaggioso per le multinazionali
Non siabbiano dubbi che il governo SARA’ COSTRETTO A VENDERE TUTTO, altrimenti sidovrebbe USCIRE DALL’EUROPA. Anche perché sono richiesti investimenti percentinaia di miliardi, che lo Stato Italiano non ha.
Questovuol dire che il referendum serve A ESPROPRIARE I COMUNI VIRTUOSI, e questopermettera’ AL GOVERNO DI FAR CASSA A DANNO DI QUESTI COMUNI, ma permetteràalle multinazionali di ENTRARE NEI MERCATI CHE OGGI LE SONO ESCLUSI PER LAPRESENZA DI BUONE SOCIETA’ DI PROPRIETA’ COMUNALE, cioè DEI CITTADINI.
Esattamenteil CONTRARIO DI QUELLO CHE DICONO I COMITATI PER IL SI’
Laconferma del reale scopo del Referendum sull’acqua, NAZIONALIZZARE TUTTO, cioédare in mano ai politici, è scritta pure nel sito del Comitato promotore delreferendum, il comitato per il “Sì”, che scrive ( http://www.referendumacqua.it/chi-siamo.html”target=_blank” )
“Siamocittadini, donne e uomini liberi che da anni si battono per una gestionedell’acqua pubblica, partecipata e democratica.”
Dunquevogliono la gestione dell’acqua pubblica, il che non ha nulla a che vedere conla PROPRIETA’ DELL’ACQUA. MA OGGI I TUBI SONO PUBBLICI, ED E’ IL REFERENDUM CHELI RENDE VENDIBILI CANCELLANDO IL punto 5 dell’art.23-bis
Poiscrive “abbiamo difeso l’acqua dagli speculatori, dal mercato e dagliinteressi.”
Quindil’obbiettivo è difendere l’acqua dal mercato, ma non dagli interessi deipolitici che fino ad oggi l’hanno gestita rubando e scialacquando riducendolaad un colabrodo.
“Cibattiamo contro la logica del mercato” quindi l’obbiettivo non è l’acqua, ma ilmercato,
“Sull’acquavogliamo decidere noi.”
Noichi? I comuni, i comitati, o lo STATO COME SARA’ SE VINCONO I SI’
“Sull’acqua possiamo farlo anche grazie ai tre referendum per laripubblicizzazione dei servizi idrici.”
Ecco:questo è l’obbiettivo dichiarato CHIARO e lampante: RENDERE STATALI(“ripubblicare”) i servizi idrici.
Questosignifica METTERLI NELLE MANI DEI POLITICI DI ROMA, GLI STESSI CHE LO HANNOGESTITO PER 50 anni, gli stessi che hanno tenuto il sud a secco, che hanno poifatto accordi con le camorre, magari gli stessi politici che gestiscono laspazzatura di Napoli?
Mastiamo scherzando? Io gli sputerei in faccia a quelli che hanno ridotto la reteidrica italiana ad un colabrodo, che hanno costretto paesi interi alrazionamento dell’acqua per decenni.
Poi cisono anche altre realtà, come le aziende PRIVATE a PROPRIETA’ COMUNALEefficienti che ci sono nelle Venezie. Qui almeno le tariffe sono decenti,l’acqua è buona.
Certo,ci sono in questi enti virtuosi anche alcuni politici che ci mangiano, ma conle norme attuali in futuro se sgarrano SARANNO COSTRETTI ALLA COMPETETITIVITA’,e non costeranno nulla ai contribuenti.
MA SEVINCE IL SI, anche le aziende PRIVATE di proprietà dei comuni che ci sono nelnord Italia VERRANNO RIMESSE IN MANO AI POLITICI DI ROMA, TUTTO STATALE, quellostato che ha ridotto Napoli ad una discarica.
DICONO: “Siamo in tanti e con l’aiuto di tutti possiamo riprenderci l’acqua.”
Maperché , hanno RUBATO l’acqua? Qualcuno vuole rubare l’acqua? O la verità è chel’Europa ci costringe a TAGLIARE I CARROZZONI POLITICI e questi si oppongono?
Ancora: FORSE CHE DOPO AVER RESO DELLO STATO QUESTE AZIENDE DEL NORD LO STATO LEVENDERA’ ALLE MULTINAZIONALI PER FAR CASSA? FORSE L’OBBIETTIVO E’ PROPRIOQUELLO DI RAGGIRARE IL POPOLO?
Andiamoa vedere i quesiti per capirci qualcosa e andiamo nel sito http://www.acquabenecomune.org/
Intantocominciamo con il notare che gli estensori dei quesiti sono TUTTI DEL SUDtranne 1.
Estensori:
GaetanoAzzariti (ordinario di diritto costituzionale Università di Roma La Sapienza)
GianniFerrara (emerito di diritto costituzionale Università di Roma La Sapienza)
AlbertoLucarelli (ordinario di diritto pubblico Università di Napoli Federico II)
UgoMattei (ordinario di diritto civile Università di Torino)
LucaNivarra (ordinario di diritto civile Università di Palermo)
StefanoRodotà (emerito di diritto civile Università di Roma La Sapienza)
Ilsito induce a pensare che si voglia “vendere” l’acqua, ma questo cosasignifica?
NON SIDEVONO PAGARE LE BOLLETTE?
Non èche per caso con la NAZIONALIZZAZIONE della distribuzione si permetterà a chinon paga la bolletta di CONTINUARE A NON PAGARLA?
Passiamoall’analisi tecnica del primo quesito
Modalitàdi affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.Abrogazione
«Voletevoi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanzaeconomica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per losviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazionedella finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, conmodificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30,comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppoe l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” edall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioniurgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenzedella corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni,in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenzan.325 del 2010 della Corte costituzionale?»
Intantoandiamo a prenderci la legge qui http://www.altalex.com/index.php?idnot=42063 eleggiamo che l’obbiettivo della legge è (art.1 lett.a)
“unobiettivo di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che risultipari al 2,5 per cento del PIL nel 2008 e, conseguentemente, al 2 per cento nel2009, all’1 per cento nel 2010 e allo 0,1 per cento nel 2011 nonche’ amantenere il rapporto tra debito pubblico e PIL entro valori non superiori al103,9 per cento nel 2008, al 102,7 per cento nel 2009, al 100,4 per cento nel2010 ed al 97,2 per cento nel 2011;” cioé si voleva dare una raddrizzata aiconti, mentre la lettera b dice che la legge vuole riavviare l’economia ancheattraverso “interventi volti a garantire condizioni di competitivita’ per lasemplificazione e l’accelerazione delle procedure amministrative egiurisdizionali incidenti sul potere di acquisto delle famiglie e sul costodella vita”, cioé si vuole aumentare la concorrenza che altrimenti i baracconiassistenziali ci portano a picco.
Questol’obbiettivo della legge, OCCORRE VEDERE SE LO RAGGIUNGE E COME .
Lalegge parla di favorire la Banda Larga (internet insomma, art.2), le Start Up(nuove imprese insomma, art.3) poi sistemi di investimento per l’innovazioneavanzata (Art.4.1) specie per il Sud (art 4.1 bis aggiunto), poi lottaall’inflazione (art.5 ), BANCA DEL MEZZOGIORNO (art.6 TER) e via di seguito siparla di energia, IVA sugli idrocarburi, Case, TAV, EXPO, Istruzione, Ricecaecc
NelVideo l’analisi dell’art.23 che si vuole cancellare: esso stabilisce laproprietà pubblica delle reti, garantisce il servizio a tutti, obbliga allatrasparenze ed alla efficienza le classi parassitarie di parcheggiati politici,e pure mette molti freni all’arrivo delle multinazionali proprio nei servizipubblici.
CERTOCHE CI SONO MOLTI DUBBI SUI VERI SCOPI DI QUESTO REFERENDUM
Insintesi:
Ilquesito chiede di cancellare un intero articolo (il 23-bis) di 4 (QUATTRO!)pagine di una legge che allinea all’Europa e che riguarda QUASI TUTTI I SERVIZIPUBBLICI (acqua, spazzatura, trasporti locali ecc)
Alcontrario di quello che fanno credere i promotori in questo articolo CHE SIVUOLE CANCELLARE e’ affermato:
– chela proprietà delle reti E’ PUBBLICA
– cheil servizio è garantito a tutti
– chesi deve garantire la trasparenza nelle assegnazioni (e non la camorra)
– chele societa’ multinazionali hanno grossi limiti nell’entrare
– chei guadagni delle societa’ devono ESSERE LIMITATI AL RECUPERO DEGLI INVESTIMENTI
Inpratica SE VINCE IL REFERENDUM
– siconservano LE BARONIE e LE CASTE POLITICHE parcheggiate negli enti
– sidice no alla proprieta’ pubblica delle rete
– sipongono le condizioni per VENDERE TUTTO ALLE MULTINAZIONALI
A mioavviso il Referendum NON E’ DA VOTARE, perché votare NO può favorire ilraggiungimento del quorum.

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