Venezuela esclude aumento delle esportazioni di oro

di Attilio Folliero/DM, Caracas 13/07/2011
Il Venezuela ha una riserva petrolífera accertata di 296 miliardi di barili, la più grande del mondo ed è conosciuto a livello mondiale appunto per il petrolio. Il Venezuela, però non possiede solo petrolio, avendo anche una delle più importanti riserve di gas e numerosi minerali, come ferro, bauxite, coltan e soprattutto oro. Infatti, in Venezuela si trova una delle miniere d’oro più grandi del mondo, “Las Cristinas”, situata nello stato Bolivar, con riserve d’oro stimate pari a 17 milioni di oncie, ossia oltre 500 tonnellate.

Il Venezuela, che sta cercando di diversificare la propia produzione, ossia di non dipendere solo dal petrolio, a partire dallo scorso anno ha previsto ingenti investimenti nel settore aurífero: 250 milioni di dollari. In questo modo, conta di poter aumentare la produzione di oro, che nel 2010 è stata di 4,2 tonnellate, mentre per il 2011 è prevista una produzione di 10 tonnellate e per il 2012 triplicare la produzione del 2010, arrivando a 15.
Inoltre, anche per questo settore ha deciso di adottare la stessa politica già sperimentata con successo nel settore petrolífero, in cui ha creato imprese miste con il capitale privato internazionale. Al fine di attirare capitali stranieri ha anche modificato la vecchia normativa, seconda la quale gli operatori del settore erano obbligati a vendere al Banco Centrale del Venezuela il 70% dell’oro estratto, potendo esportare solamente il rimanente 30%. La nuova normativa pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’11/08/2010 ha aumentato al 50% la quota di oro estratto che gli operatori possono esportare; oggi, una multinazionale che opera in Venezuela, nel settore aurífero di tutto l’oro che riesce ad estrarre può dunque esportare la metà, dovendo vendere al Banco Centrale del Venezuela obbligatoriamente il restante 50%.
Le imprese multinazionali che operano in Venezuela, non contente di questo aumento, hanno chiesto che la quota di oro esportabile venisse ulterioremente aumentata. Il Ministro del settore minerario, José Khan, intervenuto sulla questione ha escluso che il Venezuela possa aumentare la quota che le imprese aurifere possono esportare. Ritiene che poter esportare il 50% di quanto venga estratto sia una quota giusta e nessuno può questionare una simile risoluzione perchè si tratta di scelte attinenti la sovranità del paese. Infatti, ha aggiunto che l’unico modo per tutelarsi da una possibile svalutazione delle riserve internazionali in monete straniere è accumulando oro. Conclusione: non può permettersi che venga esportato più della metà dell’oro estratto.
Il Venezuela nel corso del 2010 ha aumentato le proprie riserve in oro di 5 tonnellate, arrivando a 365,8 tonnellate di oro, tredicesimo paese al mondo per riserve in oro.

Attilio Folliero, Caracas 13/07/2011

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