Attacco all’oro dell’Italia

di Attilio Folliero e Cecilia Laya/DM, Caracas 11/07/2011 – Ultimo aggiornato 16/07/2011

Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’italia? L’italia è un paese in crisi economica con un debito pubblico che rappresenta praticamente il 120% del PIL, ma ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni e quindi molto appetibili. Ma c’è una ricchezza di cui nessuno parla: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. L’attacco all’Italia è finalizzato a “derubarla” delle sue imprese pubbliche e delle sue immense riserve auree. L’oro è un prodotto strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui fa gola.

Attacco all’oro dell’Italia

Lo scorso mese di maggio l’agenzia di rating, Standard & Poor’s, aveva tagliato la prospettiva italiana da stabile a negativa, con la motivazione che il potenziale ingorgo politico poteva contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico, da cui derivava un impegno incerto nelle riforme a sostegno della produttività. Quindi per S&P’s diminuiscono le prospettive dell’Italia per ridurre il debito pubblico.

Dpo Standard & Poor’s anche Moody’s inizia il pressing contro l’Italia, annunciando che il rating italiano ”Aa2” è sotto osservazione e potrebbe essre ridotto. Le motivazioni, ovviamente sono le solite: le debolezze strutturali dell’Italia, la probabile crescita degli interessi, l’incapacità di tenere sotto controllo i conti pubblici e quindi il debito pubblico.

Dalla settimana scorsa, l’attacco all’Italia si concretizza: inizia il crollo della borsa, aumentano gli interessi sul debito pubblico Italiano e la manovra presentata dal Governo con l’inasprimento di bolli e balzelli sui titoli di stato potrebbe far allontanare gli investitori da questi titoli, con la conseguenza di far aumentare ulteriormente gli interessi. Successivamente tale manovra è stata ritirata.

Nella sola giornata del’11 luglio i buoni italiani a due anni sono crollati del 19,88%, pssando da 3,53 a 4,203; negli ultimi giorni hanno un po recuperato, ma siamo sempre a livelli che triplicano i tassi dell’aprile del 2010, poco più di un anno fa; infatti il 16 aprile i bond a 2 anni erano a 1,27.

Anche la borsa italiana è scesa fino a 18.295,19 l’11 luglio, per poi risalire leggermente nei giorni successivi e chiudere la settimana del 15 luglio a 18.450,45; se consideriamo che lo scorso 18 febbraio aveva raggiunto il massimo per l’anno in corso a 23.273,80, significa che da allora, in questi ultimi cinque mesi ha perso il 20% circa.

Inoltre, se consideriamo che l’indice della borsa italiana era a 41.074,00 il 9 di ottobre del 2007, giorno in cui il Dow Jones fece registrare il suo massimo storico, significa che da allora sta perdendo circa il 55% e se, infine, consideriamo che approssimativamente 4 anni fa, il 18 maggio del 2007 l’indice della borsa italiana era a 44.364,00 significa che da allora sta perdendo il 60% circa. Ricordiamo anche, che il 9 marzo del 2009 l’indice FTSE MIB era sceso a 12.332,00; quindi al momento è ancora ben sopra quella quota e dunque se dovesse continuare a scendere non sarebbe una novità. Due anni fa, insomma la borsa era in una situazione peggiore.

Come mai l’attacco all’italia?

Il Financial Times in un articolo dello scorso 10 luglio titolava: “Gli hedge fund Usa scommettono contro i bond italiani”. In realtà, da anni i giornali anglo-americani ed in particolare gli organi ufficiali del capitalismo, come il “The Economist” o il “Financial Times” sono all’attacco dell’Italia. Si sono scagliati anche contro Silvio Berlusconi, massimo rappresentante del capitalismo italiano, praticamente da 17 anni alla guida del paese, alternandosi con i rappresentanti del liberismo del centro-sinistra (Ciampi, Dini, Amato, Prodi).

Come abbiamo già scritto in varie occasioni, il signor Berlusconi, sceso in política per risolvere esclusivamente i suoi problemi, nel pensare troppo agli affari suoi ha finito per frapporsi agli interessi delle grandi multinazionali, della globalizzazione, dei fautori di progetti vuoti come il “Nabucco”. 


Il Cavaliere sa bene che le necessità energetiche (primariamente quelle sue e poi, indirettamente quelle degli italiani) non possono essere coperte dai globalisti, dagli anglo-statunitensi e con la sua adesione al progetto di oleodotto South Stream, che si contrappone all’oleodotto “Nabucco”, di interesse anglo-statunitense, necessariamente ha finito per inimicarsi gli USA, che evidentemente hanno deciso di scaricarlo, di liberarsi di lui quanto prima (consiglio sul tema l’articolo: “Gli Stati Uniti, il gasdotto South Strean, Berlusconi e la sinistra”).

Per questa ragione, ultimamente abbiamo assistito a continui viaggi in Usa di politici italiani, alleati (oggi ex) ed avversari di Berlusconi. Negli USA sono stati il suo ex alleato Gianfranco Fini (Vedasi: “E’ Fini la nuova carta degli USA” oppure “Giancarlo Fini interlocutore privilegiato degli USA“) e Massimo D’Alema, rappresentante del partito anglo-statunitense in Italia, di cui la fedeltà al liberismo è ben provata, fin dall’epoca dei bombardamenti della ex Jugoslavia, quando era capo del governo italiano; negli USA è stato perfino Nichi Vendola che ha incontrato il non certo progressista Schwarzenegger (Vedasi: “Vendola incontra Schwarzenegger“).

Sembra veramente strano, ma tutti stanno giocando contro l’Italia ed in particolare contro Berlusconi che alla fine, per certi versi, un po’ facendo marcia indietro, un po’ grazie alle circostanze è risucito, almeno per il momento, a salvare la pelle, ovviamente quella politica, ossia la sua carica di capo del governo. In ogni caso il suo destino è segnato; non andrà avanti per troppo tempo. 

E gli italiani, in particolare il proletariato italiano, andrà di male in peggio! I neo moralisti e puritani nostrani che stanno attaccando Berlusconi per via degli scandali sessuali e che presto si sostituiranno al governo di Silvio Berlusconi, sono i rappresentanti di Goldman Sachs, della BCE, del FMI, del partito dei globalisti e degli anglo-statunitensi, che continuamente attaccano l’Italia.

Dunque, perchè i continui attacchi anglosassoni al Cavaliere ed all’Italia? Berlusconi certamente non è attaccato per i suoi scandali sessuali! E’ da ingenui credere una cosa del genere.

L’Italia è un paese in crisi, in profonda crisi economica, con un debito pubblico praticamente impagabile, attorno al 120% del PIL e con le principali imprese del paese che a causa della caduta dei tassi di guadagno si stanno riubicando altrove, in zone che permettono guadagni superiori a quelli dell’Italia. Ma l’italia, pur in profonda crisi ha ancora tanti gioielli, molto appetibili e che le multinazionali anglo-americane sperano di “comprare” a prezzi stracciati.

Gli interessi dei globaloisti e degli anglosassoni puntano a privatizzare quanto c’è rimasto da privatizzare in Italia: dall’ENI, di cui una parte è ancora in mano allo stato, così come pure l’Enel, oltre a Finmeccanica, Fincantieri, Trenitalia, Poste, Televisione pubblica, Ospedali e centri sanitari all’avanguardia nella ricerca, Università, Scuole e imprese municipalizzate, come quelle dell’acqua e della raccolta dei rifuti. A tutto ciò va aggiunto che l’Italia possiede un ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, decisamente invidiabile e un ricchissimo patrimonio artístico; in Italia è concentrato il 60/65% di tutti i beni artistici e archeologici dell’umanità.

A tutto questo va aggiunta una ulteriore ricchezza posseduta dall’Italia, di cui nessuno parla: il suo oro!

Nessuno ne parla, ma l’Italia ha la quarta riserva di oro del mondo, che allo scorso giugno ammontava a ben 2.451,80 tonnellate, che al prezzo odierno dell’oro equivale a circa 100 miliardi di euro. Solo FMI e due stati, USA e Germania, hanno riserve auree superiori alla riserva italiana. L’oro è un prodotto altamente strategico destinato a rivalutarsi fortemente nel futuro inmediato, per cui questa ricchezza è molto appetibile.

In questo momento, l’oro italiano è il principale obiettivo su cui hanno messo gli occhi i globalizzatori.

Quindi, l’Italia pur essendo un paese in forte crisi, possiede ingenti ricchezze. Come impossessarsi o meglio derubare queste ricchezze all’Italia ed al popolo italiano? Approfittando dell’enorme debito pubblico, i grandi predatori con l’aiuto dei propri rappresentanti all’interno del paese, ovvero i liberisti nostrani, gli stipendiati di Goldman Sachs, FMI, BCE, Federal Reserve, World Bank, WTO ed affini faranno pressione per ridurre il debito pubblico attraverso la privatizzazione, la vendita, ovviamente a prezzi fortemente scontati, dei beni sopra citati. Come già successo con la privatizzazione delle grandi banche statali, ad esempio, negli anni novanta, lo stato incasserà delle somme che andranno ad incidere in minima parte sulla riduzione del debito, ma allo stesso tempo l’Italia perderà definitivamente i grandi guadagni che queste imprese producono.

La privatizzazione, come insegna la storia, non è mai servita a risolvere i problema di un paese, anzi li ha ingigantiti. Pertanto, nei prossimi anni l’Italia andrà incontro a problemi economici moltio più gravi. Il mancato introito dei guadagni derivanti dalle imprese pubbliche privatizzate, la riduzione della spesa pubblica e lo smantellamento del welfare state, dello stato assistenziale, ma anche l’incremento della disoccupazione e la riduzione dei consumi accentuerà la crisi, che porterà alla chiusura di ulteriori imprese; tutto ciò si ripercuote ovviamente anche sugli introiti dello stato, dato che si determina una riduzione del gettito fiscale, una riduzione delle imposte dirette ed indirette e per conseguenza lo stato avrà sempre meno soldi da distribuire. Come insegna la storia recente, per esempio dell’Argentina o dell’Ecuador, per restare all’America Latina, la conseguenza diretta sarà una inevitabile esplosione sociale, placabile solo con la repressione, con la forza ovvero con una dittatura.

Il futuro dell’Italia appare sempre più nero ed inveitabilmente il popolo italiano sarà costretto a riprendere la via dell’emigrazione.

Come mai gli attacchi a Berlusconi, uno dei massimi rappresentati del capitalismo italiano? Berlusconi, da quando è al governo, fra una orgia e l’altra non ha avuto il tempo di continuare con la svendita del patrimonio italiano, occupandosi esclusivamente degli affari suoi, ovvero di come risolvere i propri problema giudiziari. Ai globalizzatori ha concesso poco, certamente molto meno di chi lo ha preceduto e quindi è normale che sia attaccato. Berlusconi, però dovrebbe comuqnue essere ringraziato dai globalizzatori anglo-aemricani, perchè con la sua política ha contribuito non poco ad incrementare il debito pubblico italiano, dando quindi una grossa mano ai globalizzatori che sulla base del forte debito pubblico, lasciato in eredità anche da Berlusconi, potranno chiedere a gran voce che si proceda con la massima urgenza alla privatizzazione di tutto quanto è possibile svendere.

Ricordiamo che Berlusconi, la prima volta che arriva al Governo era stato preceduto da Carlo Azeglio Ciampi, e questi poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, non a caso, oggi, arrivato alla presidenza della BCE.

Ciampi aveva proseguito la svendita del patrimonio italiano iniziata dal socialista Giuliano Amato, braccio destro di Craxi (inspiegabile miracolato dai giudici che provvidero a far piazza pulita della classe politrica italiana di allora) e dal “lottizzatore” democristiano Romano Prodi; Romani Prodi venne così definito, per il suo comportamento quando era presidente dell’IRI, da Franco Bechis in un articolo pubblicato su Milano Finanza: “Prodi, all’Iri, lottizzò come un democristiano“.

Sul tema delle privatizzazioni in Italia, invitiamo ancora una volta a leggere l’articolo di Eugenio Caruso su Impresa oggi: “Iri tra conservazione e privatizzazioni

Insomma l’attacco al Cavaliere si spiega perchè non è considerato all’altezza dei suoi predecessori privatizzatori e quindi si preme per un immediato ritorno di questi.

L’attacco all’italia è finalizzato al furto del suo oro, del suo enorme patrimonio ambientale, artístico e archeologico e delle imprese pubbliche dai grandi guadagni.

16 Respuestas a “Attacco all’oro dell’Italia

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  9. Ciao Attilio, si sono comportati da viscidi quelli di Blogspot eh?
    Meno male che ti ho ritrovato, e ti seguirò sempre, i tuoi articolo sono belli e descrivi tutto in modo molto dettagliato sin nei minimi particolari, complimenti.
    PS: Ma tu sei un professore di economia?

    • Ciao Dionisio; ti ringrazio. Io sono laureato in Scienze Politiche e con questa laurea posso insegnare Diritto ed economia nelle scuole superiori italiane (Istituti tecnici come Ragioneria) e di fatto ero iscritto al provveditorato per insegnare queste materie. Dopo la laurea ho fatto due corsi annuali post laurea: uno in “Operatore della Pubblica Amministrazione” ed un altro in “Creazione d’impresa”. Mi ero anche scritto alla facoltà di Economia (direttamente al terzo anno, avendomi convalidato praticamente tutte le materie), ma poi non ho voluto continuare … mi ero reso conto che accumulare titoli in Italia non serviva e non serve; serve solo la raccomandazione. Francamente a me questo modo di vivere non piaceva per cui decisi di andarmene all’estero e credo di aver fatto bene. Brevemente ti racconto che appena arrivato in Venezuela, lessi di un concorso presso il Consolato Generale d’Italia; non volevo partecipare, ma spinto dalla mia futura moglie (che per un mese ha cercato di convincermi a partecipare), alla fine per dimostrarle che era inutile l’ultimo giorno mandai la domanda tramite fax. Subito dopo aver spedito il fax, mi chiamano dal consolato per dirmi che avevano ricevuto un mio fax totalmente illegibile (si leggeva solo il numero di telefono); la mia futura mogli si affretto’ a spedire la domanda per corriere (faceva fede il timbro postale). Dopo le prove scritte (una prova pratica e una scritta) con immensa sorpresa mi ritrovai agli orali… e infine vincitore! La storia è lunga … dopo due anni, diventa ministro degli esteri un tale gianfranco fini che decide di iniziare a mettere a posto i conti dell’italia cacciado 400 persone che lavoravano nei vari consolati italiani. Da allora inizia un contenzioso per ingiusto licenziamento presso il tribunale di roma che si trascina da 7 anni… La storia ovviamente non posso nememno minimamente pensare di riassumerla qua. Sarebbe necessario un libro … a me lo stato non ha pagato neppure il TFR e neppure risultano versati i due anni di contributi previdenziali obbligatori. Quando l’avvocato cui mi rivolsi lesse il caso, disse testuali parole: “Questa è una causa che vinciamo in quattro e quattro otto. Posiamo perdere solo se incontriamo un giudice cieco”. In sette anni di giudizi, ho scoperto che i giudici italiani sono tutti ciechi! Sinceramente sto portando avanti la causa perchè ho subito un torto, non per il lavoro in se. Qua in Venezuela non mancano le opportunità. Ho fatto varie cose, tra cui l’insegnate d’italiano, l’ooportunità più grande che si è presentata. Alla fine, dopo un po di gavetta, mi sono ritrovato ad insegnare all’università. Cio’ che mi piace di questo paese è che non serve avere le conoscenze per inserirsi; basta avere capacità e titoli; il contrario dell’Italia. In realtà anche in Itaia non ho avuto difficoltà a trovare lavoro, ma sempre al nord. Stetti un anno a Bolzano, da dove me ne scappai per il freddo …. atmosferico e della gente. Non mi sono mai mancate le opportunità (ma sempre al nord: Trieste, Milano, Torino). Ricordi l’alluvione di Torino? 8/12/1994? Una impresa della provincia di Torino mi offri un importante incarico (alto stipendio, vitto, alloggio e rimborsi vari); ero a Torino proprio quei giorni dell’alluvione e l’esperienza fu sufficiente per non rimettere più piede a Torino! Qua si sta bene, fa sempre caldo, ma non un caldo forte, come una calda primavera italiana…

      • mi ero reso conto che accumulare titoli in Italia non serviva e non serve; serve solo la raccomandazione.

        Questo è il nostro caro “bel paese”, solo se hai conoscenze trovi un posto di lavoro, Io non lavoro più dal 2003 proprio perché schifato da questo, e da vedere che chi non lavora ma fa il ruffiano prosegue la carriera e guadagna più di te che lavoravi anche bene, ma ti facevi gli affari tuoi. Il nepotismo non è ancora morto e se l?italia è il paese che è una buona parte, se non tutta, della colpa Io la do sempre alla stramaledetta chiesa!
        Buon proseguimento.
        PS: Tagliano i posti di lavoro pubblici, ma non tagliano le oltre 600 mila macchine blu, paesi come il nostro ne hanno dieci volte di meno, la Spagna ha un governo che costa dieci volte di meno di quello italiano, a Roma tra Governo e Vaticano (spero avrai letto Vaticano SPA) c’è un buco nero che tutto inghiotte!

  10. Pingback: L’ATTACCO ALL’ITALIA | IGIENISTA MENTALE

  11. Se posso vorrei postarlo sul mio blog, in caso contrario fammelo sapere. Praticamente hai scritto quanto penso anch’io, ma con maggior precisione. Bravo!

    • Certo che puoi pubblicarlo; anzi ti ringrazio, cosi’ circolano le idee. Recentemente sono stato in Italia (da cui mancavo solamente da 10 mesi) e le cose sono peggiorate, ma la gente continua ad avere solo la testa nel pallone subisce il quotidiano lavaggio del cervello da parte dei vespa, dei Minsolini e simili. Il popolo italiano sta letteralmente andando verso il plotone di esecuzione e non si rende conto. Recentementente su RAI 1 e’ iniziato il programma di Fiorello con un grande successo di pubblico; con tutto il rispetto per questo artista, ma mi sembra assurdo che per tutta la settimana non si e’ fatto altro che parlare del successo di Fiorello; qualsiasi programma della RAI, a qualsiasi ora non faceva che parlare del successo di questa trasmissione. Si capisce facilmente perche’ gli italiani, vittime di cotanto lavaggio di cervello che operano le TV (che hanno affiancato in tale compito la religione) senza coscienza non hanno nessuna capacità di reazione. Pertanto saranno facilmente depredati e portati al plotone d’esecuzione

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