Intervista al tenore Joe Fallisi sulla questione libica

Federico Dal Cortivo/Europeanphoenix16 luglio 2011
SE ESISTESSE L’INFERNO
Intervista di Federico Dal Cortivo a Joe Fallisi, tenore e attivista per i diritti umani, sulla questione libica.
D: Sig. Fallisi nei giorni scorsi è arrivata la notizie che la cosiddetta Corte Penale Internazionale dell’Aja ha deciso di incriminare e spiccare mandato di arresto contro Muammar Gheddafi, lei che ne pensa? Di che cosa dovrebbe essere imputato il Rais? Un Tribunale come quello dell’Aja, a cui ad esempio gli Stati Uniti non riconoscono alcun  potere verso se stessi,  che reale autorevolezza può avere?

* Moreno Ocampo e i funzionari lavapiatti come lui (per non parlare dei loro capi e mandanti), se esistesse l’inferno, si sarebbero già assicurati un posto nel girone più buio. Tutta questa gente spudorata sa benissimo chi abbia commesso e continui a perpetrare, nell’ambito della “guerra” in Libia, crimini contro l’umanità – e del genere peggiore. Sono i cari “ribelli” tagliagola-seno della Cirenaica a libro paga delle potenze predatrici (oltre a queste ultime, beninteso). Il “Tribunale dell’Aja” è uno strumento dell’armamentario politically correct in mano all’Anglogiudamerica. Un altro è l’ONU stessa. E lo si è visto con le risoluzioni a favore della no-fly zone, ovvero del bombardamento-impestamento-distruzione d’un Paese libero e sovrano che non aveva mai dichiarato guerra a nessuno.
D: L’attacco alla Libia, perché di un vero e proprio attacco militare si tratta, è stato come al solito fatto passare per “intervento umanitario”, tipica espressione con la quale la Nato in questi anni dichiara guerra senza dichiararla ufficialmente, lei cosa pensa sia stata la causa scatenante?
Quali sono i reali interessi in gioco che hanno spinto la Francia sempre più interventista e la Gran Bretagna, a premere per l’intervento militare diretto?
* Era da molti anni (una decina, secondo il generale Wesley Clark, che l’America stava preparando l’aggressione alla Libia, il Paese più ricco e progredito (ed equo) dell’Africa e d’importanza strategica decisiva. Le sollevazioni in Tunisia e in Egitto, in parte spontanee, in parte fomentate e manovrate da quelli che io chiamo i Signori del Caos hanno costituito il via libera al tentativo di putch (inane) e all’”intervento umanitario” immediatamente successivo. Gli Stati coinvolti in veste di attori principali dell’assalto alla Giamahiria (USA, Francia, Gran Bretagna) sono tutti in grave crisi economica e sperano, con questa avventura neocolonialista, di impossessarsi delle risorse libiche (non solo il petrolio, ma anche l’acqua e l’oro dei forzieri della Banca centrale di Tripoli) e di poter costruire un’immensa base a servizio dei loro interessi geopolitici, come già è stato fatto in Kosovo. E, come lì, utilizzando appositi collaboratori “islamici” delinquenziali. Gheddafi, dopo l’attacco armato di Reagan alla Libia, si era sì riavvicinato all’Occidente, facendo molte (troppe) concessioni – e indirettamente favorendo il formarsi, all’interno del regime, di una casta di corrotti e venduti “privatizzatori”, tutti poi, non a caso, passati al nemico -, ma nell’essenza era rimasto il combattente rivoluzionario (e antisionista) di sempre. I padroni di Washington, Londra, Parigi, Tel Aviv lo sapevano. Avevano malissimo digerito la realizzazione, dovuta in larga parte alla Giamahiria, del satellite africano, così come, ancor più, il programma libico di creare una moneta comune (il dinaro d’oro) che avrebbe sostituito le valute straniere negli scambi commerciali del continente.
D: E’ oramai assodato che anche in Libia siano state usate bombe contenenti Uranio Impoverito, quelle che servono per perforare le corazze dei carri e le postazioni protette, ma anche  utilizzate sui centri abitati. Il ministro della Difesa britannico Liam Fox del resto non ha mai escluso tale eventualità, lo stesso vale anche per gli Stati Uniti. Lei ha notizie al riguardo provenienti dal fronte Nord  Africano?
* Quel che si sa per certo è che tali armi sono state usate fin dall’inizio e continuano ad essere impiegate (cfr. http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24212http://www.voltairenet.org/NATO-War-Crimes-Depleted-Uraniumhttp://sjlendman.blogspot.com/2011/07/nato-using-nuclear-weapons-in-libya.htmlhttp://libyanfreepress.wordpress.com/2011/07/07/uranio-sulla-libia-intervista-al-prof-zucchetti/). Del resto ormai così succede in ogni campo di battaglia dei predoni del Nord e dell’Occidente del mondo. Per avere un’idea degli effetti che tale pratica produrrà anche in Libia, basta riferirsi all’Iraq e in particolare a Fallujah, ma anche “solo” alla ex-Iugoslavia, all’Afghanistan, a Gaza: dappertutto le malformazioni dei neonati sono in aumento. E’ un attacco alle fonti stesse della vita e a Madre Terra quale nessun tiranno nella storia aveva mai neppure immaginato di compiere. Si pensi che la vita media dell’uranio impoverito è di 4.468 milioni 109 anni, poco meno dell’età stessa del nostro pianeta (4 miliardi 550 milioni di anni), le cui prime forme multicellulari di vita hanno fatto la loro comparsa 2,1 miliardi di anni or sono. Il Sole terminerà la sua esistenza fra 5 miliardi di anni.
D: Si parla insistentemente in Occidente  e la stampa embedded lo riporta con enfasi, di presunte atrocità commesse dalle truppe fedeli a Gheddafi, addirittura il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton parla di stupri contro gli insorti. Lei è al corrente di questo?  E se crimini di guerra vi sono stati chi ne è il responsabile?
* Le motivazioni della guerra (come al solito unilaterale e nell’eroica proporzione di 1000 contro uno) sono state l’apoteosi del falso. Gli stupri al viagra valgono quanto i 10.000 morti dei primi giorni. Hanno cominciato (Al-Jewzeera e al suo seguito tutti gli altri “network” e “agenzie” del genere ANSA) con menzogne stratosferiche. Proseguono imperterriti nel loro sporco lavoro. Sono “giornalisti” da radiazione immediata, gente con deontologia professionale sotto zero, embedded, appunto. Il fatto è che ormai ci troviamo nella società degli spettri, “superamento” di quella dello spettacolo (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/59412http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/73020http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/73021http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/73022http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/73024http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/73621). Nel senso che non si tratta più di ammannire ai teleutenti passivi una qualche rappresentazione, un’ermeneutica della realtà, ma di abolire quest’ultima sostituendola con una fanta-realtà, virtuale, creata ad  hoc e trasmessa-imposta mediaticamente (piccolo esempio: “le ‘immagini di Misurata’ passate sulla CNN… (…) si sono rivelate essere immagini dei bombardamenti… di Fallujah, in Iraq. Lo si può facilmente capire osservando le targhe delle automobili incendiate”. E siamo pure nella società dell’Ersatz (dal cibo artificiale ai droni), il cui compimento consiste proprio nella sostituzione della realtà con l’irreale, col teatro dei fantasmi. Infine viviamo ormai immersi anche nel tipo di società, prefigurata da Orwell e da Huxley, insieme del Grande Fratello e della Propaganda totale. L’”audience” drogata deve condividere il bipensiero (per cui 2 + 2 fa 5, a volte 3 e persino, non è escluso, 4) e la neolingua (sicché pace significa guerra, guerra pace), accettando, col sorriso catatonico sulle labbra, la propria schiavitù. Quanto ai crimini di guerra, come ho detto, sono realissimi. E chi ne sia responsabile è sotto le pupille (vuote) di tutti.
D: E’ in possesso di dati sulle perdite civili fino ad oggi in Libia?
* Le ultime cifre parlano di 1.100 civili uccisi dai bombardamenti dell’Organizzazione Terroristi Nordatlantici e di 4.500 feriti. Ma bisogna aggiungere le tante vittime delle atrocità dei razzisti criminali monarcoteocratici di Bengasi, al soldo del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti, dei Fratelli Musulmani e della coalizione. Almeno un migliaio di neri, per esempio, linciati, orrendamente torturati, bruciati. E le tante donne stuprate e massacrate. Forse nessun uomo farà mai pagare a questa feccia che usurpa il nome dell’Islam i suoi delitti. Ma un tribunale più alto ha già emesso la sentenza.
D: Come giudica l’atteggiamento del governo italiano, che con in testa il Capo dello Stato Napolitano ha giustificato l’attacco ad uno Stato sovrano, legato a noi da un trattato di amicizia?
* Posso solo dire, come ho fatto in aprile a Tripoli durante il colloquio con un signore libico, che mi vergogno di essere italiano e che non mi sento minimamente rappresentato dal “Presidente” guerrafondaio di cui sopra, vecchio arnese dello stalinismo dalla lacrima (radioattiva) facile.
D: Quali pensa che saranno le ripercussioni per gli interessi italiani in Nord Africa?
* Il nostro Paese traditore e opportunista, alla fine, comunque si concluda questa vicenda, avrà perso su tutti i fronti – e si sarà scavato la fossa con le proprie mani. Riconfermando la peggiore nomea, ben meritata, che ha all’estero.



Generale Wesley Clark (in inglese) sul 9/11, sulla Libia e del prossimo attacco all’Iran
Sottotitoli in Italiano a cura di Luogocomune 

Una respuesta a “Intervista al tenore Joe Fallisi sulla questione libica

  1. Pregiatissimo sig. Federico se esiste l'inferno lei con le sue dichiarazioni ,( che alcune condivido ) è sicuro di evitarlo ? Chi vuole salvare Berlusconi forse ? appare troppa enfasi nelle sue argomentazioni ,lasciano molti dubbi .

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