Borse in forte crescita

Attilio Folliero, Caracas 18/08/2011
Fonte: http://attiliofolliero.blogspot.com/2011/08/borse-in-forte-crescita-al-18082011.html

Chi mi conosce e legge il titolo di questo articolo, sicuramente starà dicendo: “Attilio Folliero è impazzito! Tutte le borse crollano e lui scrive che le borse sono in forte aumento!”

No, non sono uscito pazzo. So benissimo che le borse stanno crollando, per esempio quella di Milano, oggi ha fatto registrare –6%; in questo momento mentre scriviamo, hanno già aperto le contrattazioni le borse dell’estremo oriente e sono tutte in forte perdita; su tutte la borsa coreana che sta perdendo più del 6%. 


Continua il crollo delle borse, che devono ancora scendere e di parecchio. Secondo autorevoli previsioni (LEAP) alla fine le perdite saranno di non meno 15.000 miliardi.
Analizzando praticamente tutte le borse del mondo, compresa quella iraniana, non presa in considerazione da Bloomberg, si scopre come riportato da tutti i media italiani che le borse crollano; quello che però i media di massa d’Italia e degli altri paesi occidentali non dicono è che accanto alle borse che crollano ci sono quelle in forte crescita. Questo è il capitalismo.
Prendiamo in considerazione l’andamento della maggior parte delle borse del mondo (e chiedo aiuto ai lettori di segnalarmi eventuali borse o indici che andrebbero considerati per un’analisi più completa) nel mese in corso (dalla chiusura di luglio ad oggi, 18/08/2011), dell’anno in corso (dalla chiusura del 2010 al 18/08/2011) e degli ultimi quattro anni (dal 09/10/2007, giorno in cui il Dow Jones ha fatto segnare il suo massimo storico, fino ad oggi 18/08/2011).
Ebbene, risulta chiaro che molte borse stanno letteralmente crollando: nel mese in corso, il Dow Jones della borsa di New York sta perdendo il 9,49%, la borsa cinese di Hong Kong il 10.80%, la borsa francese il 16,21%, quella italiana il 18,79%, quella tedesca il 21,74% e quella cipriota, la peggiore in assoluto, tra quelle analizzate, il 29,40%.
Nell’’anno in corso, ossia dalla chiusura dell’ultima seduta borsistica del 2010 ad oggi, 18/08/2011, il Dow Jones sta perdendo il 5,07%, Hong Kong il 13,11%, l’indice della borsa tedesca sta perdendo il 18,97%, la borsa italiana il 25,79%, la borsa greca di Atene il 30,93% e la borsa di Cipro il 58,97%.
Il 09/10/2007 il Dow Jones fece segnare il suo massimo storico per quando riguarda la chiusura di una giornata borsistica; prendendo in considerazione le variazioni delle borse rispetto a quella data, possiamo ottenere l’andamento durante la crisi. Quanto stanno perdendo le principali borse da quella data? Il Dow Jones sta perdendo il 22,41%; la borsa di Hong Kong il 29,09%, la borsa tedesca il 29,79%, la borsa francese il 47,53%, la borsa portoghese il 52,48%; la borsa italiana sta sprofondando, essendo a -63,55%; due borse (Bulgaria e Grecia) stanno perdendo l’80% ed oltre e due stanno perdendo oltre il 90%, con Cipro a -91,57% e la borsa islandese a -92,20%. Come dire, che se qualcuno aveva investito un milione di dollari in una di queste due borse, oggi si ritrova praticamente con meno di 80.000 dollari.
A fronte di questi dati catastrofici, ci sono quelli delle borse in crescita, alcune delle quali sono in forte crescita. La borsa venezuelana, per quanto sia una piccola borsa (capitalizzazione inferiore a 10 miliardi di dollari) è indubbiamente una delle migliori del mondo. Nel corso dell’ultimo mese (+10,06%) e nell’anno in corso (+50,87%) è in assoluto quella che offre la maggiore crescita. Oltre alla borsa del Venezuela, nel corso di questo mese di agosto solo altre dieci borse sono in terreno positivo o non stanno perdendo. Comunque quella venezuelana è di gran lunga la migliore del mondo e praticamente triplica i guadagni della borsa che segue in graduatoria; infatti la borsa della Giamaica, seconda miglior borsa, sta crescendo solamente del 3,32%.
Come detto, nel corso del 2011, la borsa venezuelana possiamo definirla in forte crescita dato che sperimenta guadagni superiori al 50%; segue la borsa della Mongolia (+41%) e quella iraniana (+33%); l’unica borsa dell’Europa occidentale in terreno positivo è quella islandese, il paese dove c’è stata letteralmente una rivoluzione, sia pure pacifica, che ha scardinato (in un certo senso) il sistema vigente, ribellandosi al debito. Tra le borse statunitensi, l’unica a non perdere è Amex (+0.86%), già fusa con la borsa di New York (NYSE); al momento sono solo 19 le borse che guadagnano o per meglio dire non stanno perdendo.
Dando lo sguardo all’andamento delle borse dal 09/10/2007, ossia dalla vigilia della crisi ad oggi, la borsa del Venezuela è seconda e guadagna oltre il 156%, preceduta solamente dalla borsa dello Sri Lanka che guadagna poco meno del 175%; terza miglior borsa è quella iraniana (+145%). In totale sono solamente 17 le borse che stanno guadagnando rispetto alla vigilia della crisi. Nessuna borsa dell’Europa o degli Stati Uniti sta guadagnando rispetto al 09/10/2007.
Le borse sono lo specchio dell’economia di un paese e pertanto ci dicono chiaramente dove sta andando l’economia mondiale. I dati ci dicono anche che oltre alle borse dei paesi occidenatli sono crollate anche le borse cinesi. Ovviamente la Cina ha risentito molto della crisi, dato che vendeva i propri prodotti soprattutto all’estero. In ogni caso, la Cina, dopo il crollo borsistico degli ultimi anni, si sta riprendendo, sviluppando il mercato interno; attualmente, tanto per fare un esempio, in Cina nella sola città di Shangai (Fonte CNN) ci sono più gru, più cantieri aperti che in tutti gli Stati Uniti.

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