Avevamo visto giusto: vanno all’attacco dell’oro dell’Italia

di Attilio Folliero, Caracas 28/08/2011

Avevamo visto giusto, quando in un nostro precedente articolo avevamo parlato di “attacco all’oro dell’Italia”.

Romano Prodi scrive al Sole24ore e propone come soluzione alla crisi gli EuroUnionBond (Eb)! Scrive testualmente il Romano Prodi: “Noi crediamo invece che gli Eb servano all’unità, alla stabilità e alla crescita dell’Unione economica e monetaria (Uem) e all’euro e quindi alla Ue. Bisogna però progettare bene gli Eb partendo da una impostazione economico-istituzionale che adotteremo nel seguito (senza rinvii ad altre, salvo a una di Quadrio Curzio sul Mulino 2/2011)”

Prima di vedere come saranno impostati gli Eb, vediamo chi li ha proposti, prendendo a prestito sempre le parole di Prodi: “Questi titoli dei debito pubblico “europeo” sono stati presentati come mezzo per ristrutturare i debiti pubblici nazionali degli Stati membri della Uem. L’abbiamo avanzata in molti mentre altri l’hanno criticata. Nel dicembre 2010 la proposta è stata fatta sul Financial Times da due ministri dell’economia: Jean-Claude Juncker (presidente dell’eurogruppo) e Giulio Tremonti”.

Il Financial Times di Londra! Gli attacchi all’Italia non sono arrivati proprio dagli anglosassoni? Passaiamo all’impostazione di questi Eb, sempre utilizando le parole di Prodi. Ovviamente, per la lettera integrale che illusra il progetto del signor Romano Prodi rimandiamo a Ilsole24ore; qui citiamo l’ultima parte che ci interessa: “L’Italia dovrebbe conferire 180 miliardi di euro in totale di cui 79 milioni di once in riserve auree, valutabili oggi a circa 101 miliardi di euro, più altri 79 miliardi di euro che a nostro avviso dovrebbero essere azioni di società detenute dal ministero dell’Economia (Eni, Enel, Finmeccanica, Poste ecc). Società che oggi non sono privatizzabili, dati i prezzi di mercato …”

E bravo il signor Prodi! Dopo aver svenduto il “carrozzone” dell’IRI, adesso ci vuole far perdere pratcamente quasi tutto l’oro e le imprese che non possono essere privatizzate perchè valogono pochissimo per via dei prezzi di mercato”. Pero’ tutte insieme (Eni, Enel, Finmeccanica, Poste ecc…) le cediamo in garanzia per ottenere prestiti a lungo termine, gli Eurobond. Il signor Prodi ci sta dicendo che le migliori imprese italiane, in tutto o in parte ancora in mano allo stato, valgono 79 miliardi, ossia meno degli interessi sul debito che annualmente paga l’Italia!

Altro bell’affare che si prepara per l’Italia, per il popolo italiano! Mentre le banche centrali di tutti i paesi del mondo cercano di comprare oro per pararsi il fondoschiena, il Prodi nazionale lavora per farcelo perdere, ovviamente assieme alle ultime imprese ancora in mano allo stato

Purtroppo l’Italia, anzi gli italiani dopo aver fidato in Berlusconi, tra i peggiori governi della storia d’Italia, sicuramente rimetterà in gioco il Prodi nazionale o un suo sostituto, al fine di farsi derubare (il termine giusto) delle ultime ricchezze, appunto l’oro e le ultime imprese pubbliche, senza dimenticare le imprese municipalizzate, di cui nella lettera di Prodi non c’è cenno, ma quell’eccetera posto dal Prodi bnen potrebbe rimandare a queste.

Il signor Prodi, il futuro governante dell’Italia (lui o un suo alter ego) invece di pensare a come riattivare la domanda, a come creare occupazione, a come permettere la crescita del paese e quindi anche l’aumento delle entrate dirette ed indirette dello stato e per conseguenza la riduzione del debito, lui pensa solo a come ristrutturae il debito con gli EuroUnionBond, ossia sostituire il debito attuale con altri debiti, sia pure a lungo termine, garantiti dall’oro e dalle ultime imprese pubbliche.

Nelle sue precedenti attuazioni al governo del paese, il signor Prodi (o chi per lui, Amato, Ciampi, Draghi, ecc…) ci fece incassare qualche soldo dalle privatizazioni, che sevirono a dare l’illusione di una riduzione del debito, ma poi questo debito prese a carescere ancora più di prima sia perchè i governanti che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni hanno continuato a spendere sempre più di quanto avevano a disposizone, sia perchè sono venuti a mancare gli introiti derivanti dalle imprese svendute.

Adesso il signor Prodi (o chi per lui), in combricca con Berlusconi/Tremonti (che hanno preparato il terreno con il comma 18 dell’art. 10 della Legge Finanziaria 2011) ci farà alleggerire anche delle ultime imprese pubbliche e di tutto l’oro dello stato (la quarta riserva in assoluto al mondo) e l’Italia si ritroverà sempre più nei guai, o meglio il proletariato italiano si ritroverà nei guai; il capitale che ancora non è andato via dal Belpaese, andrà via a breve e quindi la prospettiva per il l’Italia è veramene nera, nel senso che il popolo sempre più affamato, prima o poi esploderà e dato che le repressioni non si addicono ai regimi democratici, per poterle fare non si esiterà al ricorso alla dittatura. Da anni stiamo avvertendo qual’è il reale pericolo cui va incontro l’Italia. Il cerchio si chiude.

19 Respuestas a “Avevamo visto giusto: vanno all’attacco dell’oro dell’Italia

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  2. Scusa una domanda dopo tanti dati oltretutto palesemente incompleti: che proponi essattamente?. Berlusconi a distrutto l´Italia con el consenso degli italiani che lo hanno votato per lungo tempo. Prodi e tutta la finta sinistra italiana sono da parecchi anni che se dedicano soltanto a litigare tra loro fino al affondamento della nave Italia. Me piacerebbe tanto trovare qualcuno che propone e non solo spara a zero. Tu che idea hai di una Italia migliore?

    • Hai perfettamente ragione non si puo’ solo sparare a zero, bisogna anche fare delle proposte. Sto preparando un articolo, con le mie opinioni in merito. Ovviamente sono le mie opinioni. Ti anticipo che non credo ci sia la possibilità di mettere a posto le cose in questo sistema; occorre cambiare sistema. Il crollo del sistema capitalistico fondato sul mercato, produzione di beni destinati al mercato e sul profitto è destinato a cadere per una ragione molto semplice e cioè che il profitto man mano che passa il tempo tende sempre più a cadere. Partendo dai dati USA dal 1929, che sono in linea al sito del BEA, si puo’ tranquillamente vedere come il profitto tende a cadere; nel 1929 un dollaro investito dava come profitto 80 centesimi, oggi a distanza di 80 anni circa siamo a quasi la metà; ed è la caduta del profitto la causa della crisi; e’ la caduta del profitto nella produzione che genera la fuga del capitale verso la speculazione (qualunque essa sia, immobiliare o derivati). Riuscendo ad aumentare la domanda, si puo’ far risollevare il profitto per alcuni anni. Ci sono solo due modi per aumentare la domanda ed entrambi sono stati sperimentati con successo (relativamente per un certo tempo) nel secolo scorso: diminuendo l’orario di lavoro e quindi permettendo a più persone di lavorare e di accedere al mercato e quindi permettenmdo alle imprese (al complesso, non a certi settori; per esempio in questi tempi di crisi ci sono imprese che stanno faendo affari d’oro … Bulgari per esempio in Italia). Il grande capitale a quanto mi risulta è d’accordo e propende per questa soluzione; per esempio passare da un turno di 8 ore ad uno di 6 …; l’altra soluzione venne applicata nel 1971 ed è la causa della crisi attuale; ovvero il grande capitale spinse per una economia basata sul credito, che significa debito per qualcuno. Per permettere di espandere la domanda hanno imposto agli stati di indebitarsi … pero’ il debito degli stati ha permessero la grande crescita mondiale; entrambi hanno effetti momentanei ovviamente e servono solo a mandare avanti la baracca per qualche tempo; facendo leva su questi due provvidementi di volta in volta si è riusciti a mandare avanti il sistema. Adesso ci sono ancora ampi margini di manovera, appunto riducendo l’orario di lavoro; in tutto l’occidente quanti sono i disoccupati? Milioni. Diminuendo l’orario di lavoro tale disoccupazione verrebbe assorbita, aumenta la domanda di beni e servizi ritorna il profitto; il debito degli stati, grazie ad un numero maggiore di cittadini che hanno un reddito e pagano le tasse possono ridurlo; le imprese anche se hanno un aumento nei costi, in realtà avrebbe benefici enormi che compensano ampiamente l’aumento dei costi del lavoro, non solo perchè aumenta la domanda complessiva ma perchè lo stato (se retto da politici probi ed onesti) puù anche ridurre le imposte dirette edindirette, tipo la tassa sul reddito e/o l’IVA, cosa che in entrambi i casi beneficia le imprese. In questo modo si puo’ innescare un nuovo ciclo economico positivo. Ma finoa quandos arà possibile questo gioco? Arriva il momentoche il sistema crollerà. Se poi si riuscisse a farlo crollare prima … meglio ancora.

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  4. Grazie Attilio della tua dettagliata risposta che rechiederebbe un`altra tanto stessa se non di piú.
    Purtroppo la mia scasa conoscenza del italiano scritto unito al fatto che il mio blog é in spagnolo, lingua che me pare tu domini, proporrei un seguito in castigliano. Potrei fare la esposizione bilungue per i nostri amici italiani. Pero entrambi le formule rechiedono piú tempo di quello a disposizione in questo momento. Comunque resta la voglia di analizare il tuo contributo en detaglio e brindarte la meritata risposta al piú breve. A presto

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  6. analisi miope a mio riguardo, il sistema economico crollerà perché chi lo gestisce ai piu’ alti livelli lo vuole e ne avrà notevoli guadagni non solo in termini economici (in periodo di crisi il pesce grande mangia facilmente il pesce piccolo, e gli stati svendono i propri patrimoni) ma in termini di concentrazione del potere

    il capitalismo e le sue contraddizioni c’entrano ben poco, il nuovo ordine mondiale avanza

    per maggiori dettagli vedi questa serie di articoli

    http://scienzamarcia.blogspot.com/search/label/economia%20e%20nuovo%20ordine%20mondiale

    • Corrado sei un grande, come diceva Auriti più ruota la dinamo maggiore è la corrente… questi la dinamo lo fermano o lo accelerano a seconda delle loro convenienze. Prima danno il benessere poi causano le crisi ed infine offrono la soluzione (ovviamente sempre a loro vantaggio).

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  9. Gli eurobond peggiorerebbero solo la situazione economica dell’Italia e dell’Europa intera. I titoli di stato emessi dai singoli stati nazionali servono a monitorare l’andamento della spesa e il tasso di interesse dipende dalla solvibilità del paese che li emette; eventuali emissioni di “eurobond” da parte della BCE farebbero confluire le spese (spesso eccessive) degli stati nazionali in un unico calderone (addio controllo sulla spesa degli stati membri) e farebbero aumentare i tassi di interesse (avendo alle spalle un insieme di paesi eterogeneo e poco affidabile che andrebbe dalla Germania alla Grecia). Gli interessi da pagare ad eventuali sottoscrittori di Eurobond sarebbero di poco inferiori agli altissimi tassi che oggi paga la Grecia. Più efficace sarebbe la riduzione degli sprechi nella spesa pubblica italiana: abbiamo il triplo delle pensioni di invalidità rispetto alla Germania, e la spesa farmaceutica delle Regioni è in molte realtà raddoppiata negli ultimi 10 anni (per garantire profitti astronomici alle multinazionali del farmaco). La riduzione degli sprechi nella spesa pubblica ci potrebbe portare aIla parità di bilancio (azzeramento del deficit corrente, lo stato ogni anno incassa 100 e spende 100), fermando la crescita preoccupante del debito complessivo (1.903 miliardi di euro, ossia 31.600 euro a testa, neonati compresi), e rassicurando i mercati. Certo non sarebbe la soluzione ad una crisi economica che è internazionale (e quindi non risolvibile a livello nazionale)… ma sarebbe un passo nella giusta direzione.

  10. Caro compagno Attilio, il tuo prolungato silenzio mi preocupa. Stai bene? Tutto a posto?.
    Non trovo nessuna entrata nueva tua da dal 30/08, mi sembra strano. Fatte sentire

    • Querido Ernesto, muchas gracias por tu solidariedad y poreocuparte por mi. Estoy bien. Simplemente me tome una vacacion de una semana que tenia proramado desde tiempo. Ademas desde ahora empiezan las clases y tengo que dedicar mas tiempo al trabajo. Continuare a escribir. Pero no quiero saber mas nada de blog; voy a ver de reactivar el sitio web. De nuevo muchas gracias y te estare informando.

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