La Cina supererà gli Stati Uniti nel prossimo quinquenio

di Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 26/12/2011 (*)

Gli Stati Uniti sono un paese in profonda crisi ed avviati ad un irreversibile tramonto. Gli USA, oggi ancora prima potenza economica, sono inevitabilmente destinati a perdere il primato a favore della Cina. Quando avverrà il sorpasso? Secondo alcuni analisti, il sorpasso dovrebbe avvenire nella seconda metà del prossimo decennio ed al massimo verso il 2030.

Come scritto tante volte, noi consideriamo la crisi attuale non una semplice crisi ciclica, ma una delle grandi crisi che ogni 70/80 anni sconvolgono il panorama mondiale; la crisi attuale, inziata nel 2007 e fin dall’inizio paragonata alle grandi crisi del 1873 e del 1929, sta letteralmente sgretolando l’impero statunitense. Noi pensiamo che gli USA possano perdere il primato già in questo decennio e addirittura entro 5/6 anni. Questa nostra affermazione si basa sull’analisi dei dati del FMI.

Nella seguente tabella riportiamo i dati del PIL della Cina e degli USA dal 2001 ad oggi, secondo l’ultimo aggiornamento del sito del FMI (settembre 2011).

Anno PIL Cina (Mld $) Cina Var. % annua PIL USA (Mld $) USA Var. % annua % PIL CINA su PIL USA
2001 1.324,81 10.286,18 12,88%
2002 1.453,83 9,74% 10.642,30 3,46% 13,66%
2003 1.640,96 12,87% 11.142,23 4,70% 14,73%
2004 1.931,65 17,71% 11.853,25 6,38% 16,30%
2005 2.256,92 16,84% 12.622,95 6,49% 17,88%
2006 2.712,92 20,20% 13.377,20 5,98% 20,28%
2007 3.494,24 28,80% 14.028,68 4,87% 24,91%
2008 4.519,95 29,35% 14.291,55 1,87% 31,63%
2009 4.990,53 10,41% 13.938,93 -2,47% 35,80%
2010 5.878,26 17,79% 14.526,55 4,22% 40,47%
2011 6.988,47 18,89% 15.064,82 3,71% 46,39%
Fonte: Elaborazioni Attilio Fonte su dati FMI del settembre 2011

I dati del 2011 sono stimati e nel prossimo aggiornamento di aprile 2012, potrebbero essere rivisti al rialzo per la Cina ed al ribasso per gli USA; una simile situazione si è verificata anche in quest’ultimo aggiornamento di settembre quando il PIL cinese per il 2011 è stato aumentato rispetto alla precedente stima di 6.515.86 miliardi dello scorso aprile ed il dato USA è stato abbassato rispetto all’anteriore 15.227 miliardi.

Come si vede, la Cina ha un ritmo di crescita enormemente superiore agli USA. Negli ultimi 8 anni (2003-2011) è cresciuta ad un tasso medio annuo del 20%; negli ultimi cinque anni (2006-2011) il tasso medio annuo sale al 21,05%. Solo nel 2009 la Cina ha conosciuto un rallentamento nella crescita; ovviamente rallentamento rispetto agli anni precedenti, perchè in realtà la crescita della Cina anche nel 2009 è stata enorme, con oltre il 10%; successivamente ha ripreso a crescere a ritmi di poco inferiori al 20%.

Gli USA, invece negli ultimi otto anni sono cresciuti ad un tasso medio inferiore al 4%, che scende al di sotto del 2% se si prendono in considerazione gli ultimi quattro anni.

Partendo da questi dati, se la Cina, dovesse continuare a crescere ad un ritmo del 20% annuo, come tutto sembra indicare, nel 2016 avrà un PIL di circa 17.500 miliardi e nel 2017 si aggirerà attorno ai 20.000 miliardi di dollari.

Se consideriamo la crescita USA ad un tasso del 3% all’anno, nel 2016 gli Stati Uniti si ritroveranno ad avere un PIL di circa 17.500 miliardi, più o meno il PIL della Cina; nel 2017, continuando ad ipotizzare una crescita del 3%, il PIL degli USA si aggirerà attorno ai 18.000 miliardi di dollari, sicuramente inferiore ed anche di molto al PIL della Cina. Quindi, gli USA perderanno il primato entro 5 o 6 anni.

Se invece ipotizziamo per la Cina un tasso di crescita annuo del 15%, continuando a considerare un tasso di crescita per gli USA attorno al 3%, il sorpasso avverrebbe nel 2020; infine, considerando un tasso di crescita cinese al 10% annuo, il sorpasso avverrebbe nel 2023, nel caso in cui gli USA continuassero a crescere ad un tasso medio del 3%.

Nel 2001 il PIL della Cina rappresentava solamente il 12,88% del PIL USA; oggi, 2011 rappresenta oltre il 46%; ossia il peso del PIL cinese rispetto a quello statunitense è raddoppiato in sei anni fra il 2011 ed il 2007, passando dal 12% al 24%; successivamente è praticamente raddoppiato in soli 4 anni, arrivando nel 2011 al 46%; anche questo dato ci indica che continuando il trend, fra 4/6 anni avremmo un nuovo raddoppio e quindi il sorpasso.

Tutto sembra indicare che la situazione in atto continui per il futuro inmediato, infatti gli USA sembrano avviati per il 2012 ad una recessione, mentre la Cina continuerà nel suo ritmo crescita molto sostenuto. A titolo di esempio, indichiamo che nella sola città di Shangai, secondo fonte riportata dalla TV CNN in spagnolo, al momento operano un numero di cantieri equivalente a tutti i cantieri attualmente aperti negli Stati Uniti e l’industria della costruzione è sicuramente uno dei principali indicatori per misurare l’andamento di una economia.

In conclusione, noi pensiamo che il sorpasso della Cina sugli USA avvenga entro cinque o sei anni, molto prima di quanto dicano molti analisti, tra i quali i famosi esperti del FMI.

Attilio Folliero e Cecilia Laya

__________

(*) Articolo scritto in prima stesura il 13/04/2011 ed aggiornato il 26/12/2011. Attilio Folliero è un politologo italiano residente a Caracas, professore contrattato della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni della UCV di Caracas, membro del COVENPRI; Cecilia Laya è una economista venezuelana-italiana  della Università Simon Bolivar di Caracas

4 Respuestas a “La Cina supererà gli Stati Uniti nel prossimo quinquenio

  1. il paese comunista per eccellenza ha forse il miogliore PIL del mondo. Cosa facciamno invece noi europei per combattere la recessione? ci tiriamo la coperta stretta: invece di valorizzare il nostro prodotto noi delocalizziamo e cerchiamo quasi di importare il modello cinese (v. tentativo di abrogazione art. 18 dello statuto dei lavoratori in Italia, v tentativo di abrogazione degli ordini professionali). La globalizzazione non dovrebbe essere un termine di comodo quando si parla solo di liberismo, ma anche quando si parla di regole: dovremmo “globalizzare” le nostre regole di civiltà, di igiene del lavoro, di igiene generale, di rispetto dei trattati internazionali (cfr protocollo di Kyoto), di qualità dei prodotti secondo norme internazionali, di moralità e umanità (per risparmiare arrivano a scuoiare vivi gli animali – fonte LAV) eventualmente facendo uso anche di un protezionismo che l’Islanda e qualche paese del sud america sta per attuare.

  2. Io sostituirei alle considerazioni sul PIL, quelle sul PIL per abitante (che danno il vero indice di sviluppo socio-economico di un paese). Guardando i dati 2010 si vede che:

    Cina
    PIL 5.878.257 milioni $ (2010)
    PIL per abitante 4.382 $ (2010)

    USA
    PIL 14.657.800 milioni $ (2010)
    PIL per ab. 47.284 $ (2010)

    Gli USA hanno il triplo del PIL rispetto alla Cina, ma hanno un PIL procapite 10 volte superiore (cioè un cittadino statunitense ha 10 volte le risorse a disposizione del cittadino cinese). La Cina se dovesse raggiungere gli USA, dovrebbe farlo sul PIL per abitante (che è il vero parametro significativo).

    Il Portogallo, che non è una potenza economica, ha un PIL/abitante pari a 21.559 $ nel 2010 (5 volte più della Cina).

    Poi sui ritmi di crescita della Cina, bisognerebbe compararli a quelli della crescita demografica (per i quali non ci sono statistiche attendibili). Ufficialmente una famiglia cinese ha due figli; ma, soprattutto nei piccoli villaggi, i figli successivi al secondo non vengono dichiarati e sfuggono alle statistiche. Questo abbasserebbe ulteriormente il PIL/abitante.

    • Hai perfettamente ragione; il PIL procapite cinese e’ bassissimo e poi c’e’ da considerare l’attendibilità dei dati. Io sto prendendo in considerazione il PIL generale perche’ alla fine e’ quello che stabilisce i rapporti di forza tra i paesi, soprattutto in campo militare. In ogni caso gli USA e l’occidente si avviano al tramonto (tramonto iniziato nel 1958, da quando il PIL dei paesi occidentali e’ inizato a scendere rispetto al PIL mondiale. sia pure lentamente all’iniizato ed aora in maniera accellerata); I paesid el G7 sono arrivatio ad avereun peso superiore al 70% del PIL mondiale. Quanto contano oggi? Che il PIL procapite sia basso in Cina, significa che la crisi in atto non pesa molto sulla Cina, che fino ad oggi ha fondato la sua crescita sulle esportazioni, e adesso avendo operai schiavi, con retribuzioni da pochi centesimi di dollari l’ora, operando un aumento dei salari crea un mercato interno. Di conseguenza anche il PIL pre capite sia pure lentamente e’ destinato a crescere.
      Ovviamente il fatto di scrivere dsulla Cina, non significa che il sottoscritto sia dalla sua parte. Io sono dall parte dell’umanità.

  3. Volevo solo sapere che studi di economia avete.
    Comunque questo post sicuramente lo faccio vedere in giro.

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